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Introduzione

Purtroppo o per fortuna sono ordinato. Fastidiosamente ordinato. Quel tipo di ordinato che sul desktop del computer tiene solo una o al massimo due icone, e la seconda non dura molto perchè da fastidio. Quella del desktop credo sia solo la punta di un iceberg molto più profondo e che include tantissime altre cose di cui non mi vanto tra cui, in ambito fotografico, sicuramente vi è il fatto che odio avere le mie immagini sparse su diversi hard disk. (backup a parte, ovviamente) Esatto: normalmente tutte le mie immagini sono sempre sull’hard disk del mio laptop che viaggia sempre con me.

Questa ossessione è gestibile fino a quando parliamo di un numero ragionevole di immagini, ma nel mio caso non ci sono mai stati grossi problemi poichè scatto non solo fotografia paesaggistica, ma nello specifico lunghe esposizioni e quindi poche immagini a sessione. Questo è il motivo per cui ai miei corsi fotogtrafici normalmente vengo guardato male quando mi viene chiesto e spiego che strategia di archiviazione adotti, perchè capisco che è applicabile veramente da pochi.

Tutto sarebbe andato avanti così a gonfie vele se un bel giorno di questa estate non avessi finalmente deciso di fare il grande passo: passare ad un medio formato Fujifilm. Seppur questa scelta abbia comportato un incredibile numero di vantaggi per la mia fotografia, mi ha anche messo alle spalle al muro, perchè la mia Fujifilm GFX 100s è un piccolo mostriciattolo che sforna file raw da 120Mb l’uno.

Anche se snello ed efficiente, un sistema di archiviazione concentrato non può reggere a lungo a questo assedio e quindi è diventato indispensabile trovare una soluzione che non comporti avere hard disk disseminati per casa.

Dopo mesi di letture ho individuato in un NAS Synology il mio angelo salvatore, e oggi sono qui a raccontarvi la mia esperienza.

BenQ SW321C Recensione

Che cos’è un NAS?

Come sempre cercheremo di non essere troppo tecnici o noiosi. Detto molto semplicemente, un un NAS (Network-Attached Storage) è un dispositivo di archiviazione che si collega a una rete locale, consentendo a diversi dispositivi di accedere e condividere dati in modo centralizzato. Funziona come un server di file dedicato e offre spazio di archiviazione per documenti, foto, video e altri dati. Questo permette di archiviare, organizzare e condividere file in modo efficiente tra i dispositivi connessi alla stessa rete, rendendo più agevole la gestione dei dati, il backup e l’accesso remoto ai contenuti. Se opportunamente configurato, è possibile accedere ad un NAS anche da remoto. 

Di fatto, l’utilizzo di un NAS permette di avere tantissimi vantaggi, tra cui:

  1. Archiviazione Centralizzata: Un NAS mette tutti i tuoi dati al sicuro in un unico posto.
  2. Condivisione Facilitata: Puoi condividere facilmente i dati con chi vuoi, se vuoi.
  3. Protezione perdita di dati: Grazie al RAID scelto (che vedremo dopo) puoi protegge i tuoi dati in caso di guasto di un disco. 
  4. Backup Automatico: I tuoi dati sono al sicuro grazie alla possibilità backup automatici.
  5. Accesso Remoto: Puoi accedere al NAS da qualciasi luogo con una connessione ad Internet.
  6. Espandibile: Puoi farlo crescere quando hai bisogno di più spazio.

Seppure si intuisca subito le potenzialità di un NAS, è facile pensare che sia qualcosa di particolarmente complicato da gestire e riservato ad una elite di cervelloni informatici.

La realtà dei fatti è che seppur ci sia tanta tecnologia dietro, grazie a Synology tutto diventa semplice come avere un normale hard disk esterno collegato al computer, ma con tutti i vantaggi che abbiamo citato.

Cosa Voglio Ottenere con il NAS Synology

Visto che un NAS sembra essere una soluzione tanto potente quanto flessibile, vediamo se risusciamo a piegarlo alle nostre necessità.

La mia idea è quella di realizzare un archivio centralizzato da installare nel mio studio che sia collegato direttamente alla mia workstation (costituita da un laptop MacBook Pro collegato ad uno schermo BenQ SW272U e ad una stampante Canon PRO-300), ma anche direttamente al mio router per potervi accedere, in caso di necessità, anche quando sono in giro per il mondo e ho a disposizione una connessione ad internet.

Sul NAS voglio quindi muovere tutto il mio archivio fotografico, lasciando il mio laptop come terminale di accesso ed elaborazione, poichè su di esso utilizzerò i vari software di post produzione e stampa.

Sarà fattibile? Lo scopriremo ben presto.

L’hardware Synology scelto per il mio NAS

Per trasformare la mia idea in realtà, quello che ci serve è un NAS, un po’ di memoria, qualche accessorio e un po’ di voglia di avventura.

Per quanto riguarda il NAS, Synology mette a disposizione una infinità di soluzioni che, assolutamente banalizzando, si distinguono fondamentalmente da quanti alloggi di hard disk sono disponibili, da quale processore li controlla, e da come il NAS si collega al resto del mondo.

Dopo un po’ di accurate letture sul sito Synology e grazie ai configuratori presenti sempre sul loro sito, la mia scelta è ricaduta su un NAS Synolgy DiskStation® DS923+.

Piccolo e compatto quanto basta da poter essere messo direttamente sul mio tavolo in studio, questo gioiellino dispone di una CPU AMD Ryzen R1600 e dispone di 4 vani unità (espandibili a 9) su cui installare altrettanti hard disk per la nostra archiviazione (che possono archiviare un massimo di 54Tb nella configurazione a 4 vani e fino a 128Tb nella configurazione a 9 vani). Dispone di due porte LAN RJ-45 1GbE, due porte USB 3.2 Gen 1 e uno slot di espansione PCIe che permette l’installazione di una scheda di rete da 10GbE.

Sono anche presenti di due slot unità SSD M.2 NVMe per permettere l’accesso più veloce ai file più utilizzati. È incredibilmente silenzioso con solo 22.9 dB(A).

Insomma: sembra avere tutto quello che mi possa servire

Configurazione e collegamento del NAS Synology DiskStation® DS923+

Una volta individuato nel Synology DiskStation® DS923+ il NAS di interesse, ho dovuto decidere come attrezzarlo e come collegarlo.

La prima scelta è stata relativa al numero di hard disk. Il punto di partenza è quanti dati dobbiamo archiviarci sopra. Pensando al momento di usarlo solo come strumento di archiviazione di immagini (e quindi non media server o simili) e considerando che sul mio laptop ho archiviato meno di 2Tb di immagini (ebbene si), scelgo di iniziare con 2 hard disk 3.5″ SATA da 6Tb.

La scelta di non partire con un numero superiore di hard disk e con hard disk di quella specifica taglia è legata al fatto che come abbiamo detto uno dei grandissimi vantaggi dei sistemi NAS di essere modulari ed espandibili. Potrò sempre aggiungere o sostituire hard disk, quindi è inutile investire ora in spazio che forse userò in futuro. Questa strategia vi permetterà di risparmiare non poco, credetemi!

Rimarrà da scegliere la configurazione RAID dei dischi, che detto banalmente significa decidere come utilizzare lo spazio messo a disposizione da questi hard disk, ma di questo ne parleremo dopo.

Parleremo invece adesso della mia decisione di sfruttare uno dei due slot M.2 per installare una memoria cache SSD da 400 GB: questo permetterà l’accesso ai file più usati ancora più veloce poichè basata su memoria a stato solido, cosa che per me rappresenta senza dubbio una priorità.

Rimane da capire come collegare il NAS al mio ecosistema secondo lo schema che pensavamo inizialmente.

La strategia generale che voglio applicare è quella di mantenere il catalogo di Lightroom sul mio laptop, mentre tenere archiviate su NAS tutte le immagini, anche quelle che voglio editare. Voglio potermi collegare al NAS anche da remoto per lavorare su qualche immagine o magari esportarne un lavoro per un cliente, ma l’uso primario che ne farò sarà sicuramente dal mio studio connesso quindi alla stessa rete domestica del NAS.

Per questo motivo, voglio riuscire a collegarmi al NAS nella rete domestica alla massima velocità possibile.

Come abbiamo detto Synology DiskStation® DS923+ è dotato di due porte LAN RJ-45 1GbE del nostro NAS. Tuttavia, poichè voglio sia post-produrre immagini che risiedono fisicamente sul NAS che magari trasferire nuove immagini al NAS alla massima velocità, ho deciso di installare anche il modulo E10G22-T1-Mini, cioè l’upgrade della scheda di rete per supportare connessioni fino a 10 GbE. La sua installazione è facilissima poichè basta inserirlo nello slot posteriore e bloccarlo con due viti, senza dover aprire il case o altro, e il costo è relativamente contenuto.

In realtà, poichè utilizzo un MacBook Pro, non mi è possibile sfruttare (senza vere complicazioni) una connessione a 10 GbE, pertanto utilizzerò sul MacBook Pro un adattatore da USB-C a Ethernet da 2.5 GbE, rendendo quindi di fatto la connessione tra NAS e MacBook Pro al massimo da 2.5 GbE nonostante la scheda da 10 GbE appena installata.

È certamente un compromesso ma è accettabile, sia perchè non farò post-produzione di video, sia perchè comunque stiamo parlando di poter raggiungere una velocità teorica di 315 MB/s anzichè di 125 MB/s che otterrei collegandolo attraverso la porta da 1 GbE.

Rimane da collegare il NAS alla rete esterna, e a dire il vero anche il MacBook Pro a questo punto. Il mio provider mi fornisce un collegamento in fibra FTTH, ma poichè vivo pur sempre nel mezzo del nulla, è una connessione da 1Gb (per ora).

La soluzione per gestire in modo semplice tutte le connessioni e sfruttarle la massima velocità disponibile possibile si chiama Switch Ethernet. Non potendo sfruttare nessuna connessione a 10 GbE al momento, ne ho acquistato uno su Amazon da 2.5 GbE che una volta collegato al tutto fa egregiamente il suo lavoro (inutile poi dire che uno Switch da 2.5 GbE è molto più economico di uno da 10 GbE). Vi anticipo già che dopo aver testato con i classici programmini gratuiti la velocità di lettura e scrittura da MacBook Pro a NAS, direi che se non raggiungo i valori di velocità teorici, ci vado davvero molto vicino. 

In pratica, il mio schema di connessioni assomiglia a qualcosa del genere:

Ci sono certamente modalità di connettere il tutto più professionali e precise (e probabilmente costose). Sono però felice però che questa soluzione sembri funzionare bene perchè credo sia davvero un caso domestico reale e quindi qualcosa che possa essere utile alla maggior parte di voi.

La scelta degli Hard Disk da installare sul NAS Synology DiskStation® DS923+

Come ho detto, la mia scelta iniziale per provare se il NAS fosse la soluzione che stavo cercando è stata abbastanza minimale, con soli due hard disk da 6Tb. 

Questo ancora una volta perchè il mio archivio fotografico è di fatto molto contenuto (sotto i 2Tb), perchè non vorrei riempirmi di hard disk per un progetto che poi magari non funziona (è la mia prima esperienza con i NAS) e perchè eventualmente ad espandere la capienza ci vuole davvero un istante.

Per quanto riguarda la tipologia degli hard disk da installare, dopo un bel po’ di letture di articoli scritti da chi ci capisce ben più di me, ho optato per due hard disk professionali Synology 3.5″ SATA HDD HAT3300-6T.

La scelta di questi modelli rispetto ad altri generici è legata al fatto che si tratta di hard disk appositamente creati per NAS, quindi per restare in servizio continuo.

Per quanto riguarda la memoria cache, come già detto qui ho optato inizialmente per la soluzione Synology con un modulo SNV3410-400G da installare in uno dei due slot per SSD NVMe, anche qui con l’idea di incrementare lo spazio con il tempo se effettivamente necessario e utile.

Non resta che collegare il tutto e effettuare il primo avviamento per poi finalmente migrare le nostre foto!

Impostazione RAID e Synology DiskStation Manager (DSM)

Una volta collegato e acceso, il nostro NAS viene subito rilevato dal mio computer.

Di fatto, il NAS è un computer a se stante collegato in rete sul quale sono montati una serie di hard disk che funzionano con particolari logiche per permetterci di archiviare e proteggere i nostri dati. Come vi dicevo però, per quanto sembri (e sia) complessa la cosa, per noi utenti finali è del tutto trasparente grazie a Synology: il NAS viene rilevato come un unico singolo drive collegato al nostro computer.

L’unica vera configurazione che dobbiamo fare è decidere la modalità RAID di funzionamento, che come dicevamo di fatto vuol dire decidere come il NAS deve organizzare lo spazio a disposizione sui diversi hard disk installati.

Esistono diverse modalità standard di configurazione RAID che prendono un nome numerico che va da 0 a 10 a seconda degli hard disk installati e a come viene ripartito lo spazio tra di essi. Poichè in questo momento dispongo di soli due hard disk, scelgo di impostare la modalità RAID 1. Questa mi permetterà di avere uno spazio utile di 5.5Tb, lasciandone gli altri 5.5Tb in protezione. (Lo spazio che manca all’appello è quello necessario al NAS per la gestione del sistema).

Una cosa importantissima da chiarire è che il RAID non è un backup. Il RAID fornisce la protezione di un guasto hardware di uno (o più) degli hard disk, ma non ci protegge dalla scrittura errata dei dati ad esempio, o da potenziali virus. Dobbiamo quindi sempre gestire il backup separatamente. Ci sono diversi modi per farlo, e per questo dedicherò uno specifico articolo su come poter effettuare il backup.

Fatta questa scelta possiamo dimenticarci per un po’ di tutto questo, perchè a gestire il tutto ci penserà il sistema operativo del NAS, e ancora una volta a noi resta la semplicità d’uso legata a vedere un singolo drive esterno collegato al computer.

Questo drive ha però un sacco di funzionalità avanzate che possiamo sfruttare grazie appunto al suo sistema operativo (perchè come abbiamo detto, di fatto è un computer) che prende il nome di Synology DiskStation Manager (DSM).

DSM (che nel memento in cui scrivo giunge alla versione 7.2) permette di sfruttare un sacco di funzionalità, tra cui: creare un media server, gestire i backup, creare una VM, gestire videocamere di sorveglianza, organizzare l’upgrade dello spazio di archiviazione..e più in generale amministrare il sistema.

Tutto questo viene fatto attraverso i cosiddetti “Pacchetti Synology”, cioè degli applicativi sviluppati direttamente da Synology o da terzi per soddisfare una specifica necessità.

Più avanti se vi potrà interessare dedicherò un articolo ai pacchetti Synology che ho trovato più utili, ma ora focalizziamoci sul nostro scopo primario: avere il nostro archivio fotografico su NAS.

Dopo qualche personalizzazione del sistema, è giunto il momento di migrare il nostro archivio fotografico e iniziare a lavorare con Adobe Lightroom che punta sul NAS!

Migrare l’archivio fotografico sul NAS Synology DiskStation® DS923+

Il nostro NAS è collegato e operativo. Dobbiamo capire ora due cose:

  • Come migrare fisicamente tutto il nostro catalogo fotografico
  • Come far riconoscere al cataloghi di Adobe Lightroom la migrazione

Anche qui inizialmente ero abbastanza preoccupato e scettico poichè mi sembrava un’operazione complessa e potenzialmente rischiosa, ma all’atto pratico si è rivelata un gioco da ragazzi, sicuramente più semplice di tutto quanto abbiamo visto sino ad ora.

Che abbiate tutte le vostre immagini su un singolo drive (come il mio caso) o li abbiate sparsi su più hard disk, l’operazione da fare è la medesima.

La mia organizzazione delle immagini prevede (tanto per cambiare) un certo ordine, ovvero tutte le immagini sono sul mio MacBook Pro dentro una cartella denomitata “Raw”, che al suo interno a sua volta ha tutte le importazioni di immagini fatte usando lo schema anno/data.

Questo non è certamente un requisito fondamentale, ma avere una organizzazione delle immagini “pulita” vi aiuterà tantissimo, e se cercavate un buon motivo per metterci mano, è forse arrivato il momento. Ci perderete probabilmente qualche ora o qualche giorno, ma vi garantisco che non ve ne pentirete.

Per migrare i miei file è stato semplicissimo: per prima cosa attraverso l’applicativo “File Station” di DSM ho creato una cartella condivisa sul NAS che ho chiamato “Photography”, e al suo interno ho creato poi una cartella vuota che si chiama “Raw”.

A questo punto, come fareste per copiare un file da una parte all’altra del vostro computer, tutto quello che ho fatto è stato trascinare il contenuto della cartella “Raw” sul mio MacBook Pro (quindi piena di tutte le sottocartelle anno/data) dentro la cartella “Raw” appena creata dentro il mio Synology DiskStation® DS923+.

L’operazione ovviamente richiede un discreto tempo, tanto superiore quando più grande è il vostro archivio..ma è una operazione che si fa una volta soltanto.

Ora che tutte le mie immagini sono migrate, non resta che dire ad Adobe Lightroom quello che abbiamo fatto. Aprendo Adobe Lightroom infatti, il nostro catalogo immagini punterà sempre alla destinazione precedente, e quindi nel mio caso alla cartella “Raw” all’interno del MacBook Pro (nel vostro caso, magari ad uno specifico hard disk esterno). 

Tutto quello che dobbiamo andare a fare è andare nella sezione Libreria di Lightroom e nella colonna a sinistra individuare nella sezione “Cartelle”, individuare la cartella che contiene le immagini da far ripuntare (quindi nel mio caso la sola cartella “Raw” sul macBook Pro) e schiacciandoci sopra con il destro del mouse selezionare “Update Folder Location..”

A questo punto, semplicemente vado a selezionare la nuova cartella “Raw” sul NAS dentro la quale abbiamo copiato tutto il nostro archivio e premiamo OK.

Appena fatto, Lightroom aggiornerà immediatamente il Catalogo per puntare verso il nuovo archivio!

È chiaro che questa operazione è tanto più semplice quanto meglio è organizzato il vostro archivio. Se non aveste una singola cartella “Raw” come la mia che racchiude tutto, potrete scegliere se appunto mettere mano al vostro archivio e fare un po’ di pulizia, o se andare a replicare dentro il NAS la struttura di cartelle che attualmente avete per poi fare singoli ripuntamenti per ogni cartella specifica. Ancora una volta, secondo me è il momento giusto per fare un po’ di riorganizzazione prima di migrare tutto.

Consiglio: prima di fare questa operazione, è bene fare un backup del catalogo di Lightroom. Andrà sicuramente tutto bene..ma in caso succeda qualcosa, meglio essere pronti a tornare indietro.

Ora non ci resta che andare a provare se è effettivamente è possibile lavorare da Lightroom sul nostro portatile con immagini fisicamente archiviate sul NAS.

Post-produzione di immagini archiviate sul NAS con Adobe Lightroom  

Vi confesso che dopo essermi studiato tutto e aver realizzato questo sistema, la tensione era alle stelle.

Per vedere se è effettivamente possibile fare post-produzione di immagini archiviate su NAS con Adobe Lightroom sul portate sul quale resta solo il Catalogo ho deciso di scegliere il caso più gravoso (che per me sarà quello più reale): andare ad aprire un Raw da 120 Mb scattato con la Fuji GFX 100s e applicare regolazioni a caso.

Il risultato è davvero fantastico! Una volta aperto Lightroom, il caricamento delle preview è istantaneo, perchè appunto abbiamo il Catalogo in locale.

Quando seleziono una immagine e entro nella modalità “Sviluppo”, il caricamento della stessa è velocissimo, e una volta caricata l’immagine, l’applicazione di modifiche globali o anche locali attraverso maschere o pennelli è assolutamente istantanea, senza ritardi tra azione ed effetto applicato!

Per dimostrarvelo ho realizzato un brevissimo video. 

Conclusioni

Scrivo le conclusioni di questo articolo a oltre due mesi dall’inizio della mia avventura con il NAS Synology non a caso, ma perchè ho voluto testare davvero il DS923+ in ogni condizione essendo comunque una modifica importante al mio consueto workflow di lavoro.

Dal primo giorno di utilizzo comunque una cosa è stata chiara fin da subito: la complessità di configurazione e utilizzo di un NAS è senza dubbio una leggenda metropolitana se si sceglie Synology come soluzione.

L’installazione dell’hardware ha richiesto pochi minuti, e in meno di una mezzora tutto il software è stato configurato. Di fatto, quello che ha richiesto più tempo è stato spostare fisicamente il mio archivio fotografico dal MacBook Pro al NAS!  

La gestione del NAS è davvero intuitiva grazie al Synology DiskStation Manager (DSM), che non solo ci da in ogni instante lo stato di salute dei nostri hard disk installati, ma permette di installare pacchetti (applicazioni) personalizzati a seconda delle nostre necessità.

Grazie all’installazione della cache SSD e dell’upgrade della scheda di rete a 10 GbE, spostare e lavorare sul mio archivio non subisce rallentamenti tali da risultare ne un disturbo ne a dover modificare il mio workflow.

Ciliegina sulla torna, il NAS Synology DiskStation® DS923+ è estremamente silenzioso, tale da poterlo tenere direttamente sulla mia scrivania!

Insomma, dopo mesi di utilizzo posso affermare che sono senza dubbio felice di aver deciso di passare ad una gestione su NAS del mio archivio fotografico, sia per una questione di organizzazione delle immagini che di sicurezza, e vi consiglio davvero di valutare anche voi tale soluzione se siete ancora legati all’archiviazione tradizionale delle vostre preziose immagini.