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Introduzione

Quando si parla di tecnologia applicata alla fotografia sono letteralmente attratto come le api dai fiori, tanto più se in qualche modo è coinvolta la mia più recente ossessione: il colore.

Per questo motivo non appena ho saputo che BenQ ha rilasciato il suo primo monitor con risoluzione 5K non ho potuto far altro che contare letteralmente i giorni che mi separavano dal metterlo alla prova. Sono qui oggi infatti a raccontarvi la mia esperienza con il BenQ PD2730S, il nuovo arrivo della famiglia PD di BenQ.

BenQ SW321C Recensione

Caratteristiche principali del BenQ PD2730S

Ancor prima di tirarlo fuori dalla sua scatola, andiamo a vedere quali sono le carattetistiche principali di questo monitor.

Il BenQ PD2730S è un monitor da 27” con una risoluzione nativa a 5K (5120×2880). Il display è appositamente realizzato per designer e creativi in generale, motivo per cui si tratta di un pannello IPS (In-Plane Switching) che ci permette di visualizzare sempre allo stesso modo (colore e contrasto) l’immagine proiettata indipendentemente dall’angolo di osservazione.

Nello specifico si tratta di un pannello di ultimissima generazione IPS-Black, cosa che ci permette di raggiungere un magnifico contrasto di 2000:1 per neri davvero profondi.

Può raggiungere la luminosità di 400 nits ed ha a un refresh rate di 60Hz con supporto HDR10 ed è certificato VESA DisplayHDR 400.

Cosa abbastanza nuova (e gradita) per me e per la tipologia di monitor che uso, ha anche due casse da 3 Watt che certamente male non fanno.

A livello di connettività è senza dubbio dotato di più porte di quante me ne potrebbero mai servire, suddivise tra zona posteriore e barra inferiore. Nello specifico abbiamo:

  • 1 x HDMI (v2.1)
  • 1 x DisplayPort (v1.4)
  • 2 x Thunderbolt 4
  • 2 x USB-C
  • 3 x USB-A
  • 1 x Jack cuffie

Una delle porte Thunderbolt fornisce una alimentazione da 90W, pertanto utilizzando quella porta per il collegamento ad un laptop ci permetterà di ricaricarlo evitando cavi inutili in giro per la scrivania.

Per quanto riguarda il Gamut ne parleremo a parte ovviamente 🙂

Insomma, sulla carta il BenQ PD2730S sembra essere davvero una bomba e non a caso vuole andare a competere niente meno che con l’Apple Studio Display, il mastino da 5K di Cupertino.

Ma perchè questa ossessione per la risoluzione 5K? Andiamo a scoprirlo assieme

Perchè la risoluzione 5K nel BenQ PD2730S?

In un panorama dominato dallo standard dei monitor 4K (3840×2160), già più che adeguato per la maggior parte delle esigenze fotografiche, BenQ ha deciso di proporre un monitor 5K. Ma perché?

I monitor della serie PD di BenQ, a differenza della serie SW, sono stati sviluppati appositamente per grafici, designer e videomaker. Una larga fetta di professionisti di questi settori lavora oggi in un ecosistema Apple.

Per questo motivo Apple ha introdotto la visualizzazione Retina (tecnicamente, HiDPI), dove gli elementi dell’interfaccia vengono mostrati a dimensioni ottimali ma con una densità di pixel talmente elevata da risultare perfettamente nitida all’occhio umano. Il punto di eccellenza si raggiunge quando ogni punto logico (“quello che vediamo”) è rappresentato da 2×2 pixel fisici: questo garantisce testi, icone e dettagli incredibilmente definiti, privi di artefatti.

Se prendiamo come riferimento la risoluzione QHD di 2560×1440 pixel, universalmente riconosciuta come ottimale per schermi da 27”, la logica di scaling Retina funziona perfettamente su un pannello da 5120×2880 pixel: ogni dettaglio viene così disegnato utilizzando 4 pixel reali, senza sfocature o artefatti derivanti dalla scalatura. Ecco quindi il senso reale del 5K.

Cosa succede invece se colleghiamo un monitor che non sia QHD, 5K o multiplo equivalente a un Mac? A differenza di quanto spesso si legge o vede nei video spazzatura su YouTube, macOS applica un rendering dell’interfaccia a una risoluzione intermedia più alta, che viene poi ridimensionata (downscale) per adattarsi al monitor: ciò può comportare una minima perdita di nitidezza, visibile specialmente nei testi, rispetto alla visualizzazione Retina. In termini di carico computazionale, su Mac moderni questa operazione è trascurabile.

Di conseguenza, lavorare con un monitor 5K permette non solo di visualizzare immagini e progetti grafici con maggiore nitidezza, ma, se si utilizza un ecosistema Apple, di ottenere quella che Apple stessa definisce eccellenza di visualizzazione secondo lo standard Retina.

BenQ SW321C Recensione

Il Gamut del BenQ PD2730S

Ora che abbiamo capito perchè non ci dispiace avere un monitor 5K, andiamo a vedere che gamut copre il monitor, cioè d fatto quanti colori è in grado di rappresentare.

Il BenQ PD2730S è dichiarato con una copertura 100% per sRGB, 100% per Rec.709 e ben 98% per Display P3. Come vedete non è stata dichiarata una copertura AdobeRGB, e questo è assolutamente corretto e normale in quanto i monitor della serie PD si rivolgono prevalentemente a grafici, designer e videomaker.

Vediamo però di inquadrare in modo ultrasemplificato il tema (rimandandovi ad altri articoli sul mio blog per approfondimenti). 

Come sappiamo (vero? vero??) fra si che il nostro monitor proietti dei colori e non cose a caso non è proprio banale. Nello specifico, per far si che i colori si possano creare correttamente mischiando le lucine R, G e B, devono essere seguite delle “regole” che possono essere di fatto arbitrariamente scelte: vengono così progettati gli spazi colore standard per rispondere a specifiche necessità.

Una di queste specifiche necessità è arrivata nel 2002 circa quando l’industria cinematografica statunitense si è trovata di fronte al “problema” della comparsa nelle sale di proiezione di proiettori cinematografici digitali. Questi erano in grado di proiettare senza problemi immagini su un fondale, ma il problema era che non si riusciva ad ottenere un risultato consistente tra un proiettore e l’altro, e l’esperienza di visione per lo spettatore era completamente diversa rispetto alla pellicola proiettata.

Visto che a Hollywood il budget sembra non mancare mai, non è difficile immaginarsi che ad un certo punto, non troppo diversamente a quanto era stato fatto da Microsoft e HP nel lontano 1996 per sRGB, il consorzio Digital Cinema Initiatives si siede in torno a un tavolo per trovare una soluzione, e viene così successivamente progettato lo spazio colore DCI-P3.

Ma non finisce qui ovviamente. Poichè questo spazio è diventato lo standard cinematografico, ad un certo punto qualcuno si pose una nuova domanda che più o meno suonava così: “come facciamo a far si che questi bei film che vediamo in sala possano anche essere visti comodamente dal nostro laptop mentre siamo a letto con una esperienza di visione non troppo lontana da quella del cinema e tenendo conto della tecnologia dei computer del giorno d’oggi?”

Ecco così che grazie ad Apple in prima linea con Netflix, Youtube e altri fornitori di contenuti video si arriva alla nascita dello spazio colore Display P3, parente stretto del nostro DCI-P3 ma fondamentalmente caratterizzato da un punto di bianco diverso (D65) e dalla gamma 2.2.

Con il tempo dunque Display P3 è diventato (sta diventando) un nuovo standard del mondo video, e garzie ad Apple e al suo ecosistema anche del mondo grafico.

A questo punto le aziende possono fare o finta di nulla (come purtroppo la maggior parte) o come BenQ restare attente all’evoluzione tecnologica per offrire sempre prodotti all’avanguardia ai propri clienti. Ecco così spiegato il rinascimento della serie PD di BenQ, dove il PD2730S rappresenta senza dubbio un gioiello della corona.

BenQ PD2730S Review

L’utilizzo del BenQ PD2730S in ambito fotografico

Uno dei miti che adoro sempre sfatare è che la serie PD non sia adatta a noi fotografi. Posto che senza dubbio la serie SW rappresenta per noi la scelta migliore in quanto ci permette non solo di coprire le esigenze di visualizzazione e pubblicazione online ma anche quelle di stampa grazie alla copertura quasi totale dello spazio AdobeRGB, il BenQ PD2730s è sempre un monitor Wide Gamut, quindi assolutamente ottimo per la visualizzazione e pubblicazione online delle immagini.

Andando a vedere l’ immagine sopra, vediamo infatti due aspetti molto interessanti: il primo è quello che come dichiarato il monitor ha copertura totale dello spazio sRGB, pertanto se prepariamo le nostre immagini per la pubblicazione online non abbiamo assolutamente problemi.

Poi vediamo che volumetricamente gli spazi colore AdobeRGB e Display P3 non sono troppo differenti, ma spazialmente spostati: questo significa che “il numero totale di colori a disposizione” (virgolette perchè sto semplificando senza pietà) è all’incirca lo stesso. Tuttavia nel mondo della stampa andremmo a perdere alcuni colori (non tutti eh!) che la nostra stampante può riprodurre, a vantaggio di altri colori che invece non potrebbe stampare e quindi per noi “inutili”.

In breve, se non siete interessati al mondo della stampa, il BenQ PD2730S resta un monitor assolutamente eccezionale anche per la fotografia.

BenQ SW321C Recensione

Il Design del BenQ PD2730S

Dopo aver parlato fin troppo di tutti quei dettagli da nerd che mi piacciono un sacco, andiamo a dare un’occhio all’estetica del BenQ PD2730S.

Devo dire che nella realtà il monitor è ancora più bello rispetto alle immagini che si trovano online!

Il design è minimale e pulito, con un pannello montato a filo, una base e colonna realizzate in metallo opaco e un retropannello bianco con linee pulite ed essenziali. Confesso che in confronto il mio amato SW272U sembra un brutto anatroccolo, pur essendo anch’esso realizzato con un design essenziale e pulito.

Credo veramente sia non solo un bel monitor, ma un vero e proprio oggetto di design che fa una gran figura sulla scrivania. Si vede che c’è stata una grande ricerca “stile Apple”, e lo apprezzo tantissimo.

In generale la qualità costruttiva è eccellente: i materiali sembrano di prim’ordine e non c’è nessun effetto plasticoso.

In termini di ergonomia, il braccio permette una estensione in altezza fino a 150mm e può essere inclinato di serie da -5° a 20° e permette una rotazione fluida fino a 60°. Dico “di serie” poichè come sempre mi fa molto ridere l’idea di “accessori” di Apple dove il kit per rendere l’Apple Studio Display regolabile costa intorno ai 400€.

Inclusa nella dotazione c’è anche l’immancabile Hotkey Puck, il controller wireless programmabile e progettato per offrire un accesso rapido e intuitivo alle impostazioni del monitor, in una graziosissima versione bianca. Unico appunto è che funziona ancora a batteria stilo mentre avrei preferito avere una batteria interna ricaricabile tramite USB-C. Poco male direi.

Il BenQ PD2730S in uso

Alla prima accensione il BenQ PD2730S mostra subito tutto il suo carattere, una sensazione di nitidezza assoluta e una uniformità di luminosità a cui BenQ ci ha già abituato da tempo grazie alla sua Uniformity Technology.

Grazie alla tecnologia IPS-Black non solo i neri sono incredibilmente profondi, ma la percezione visiva resta sempre inalterata indipendentemente dal movimento del punto di osservazione.

Aprire Capture One per vedere le mie immagini visualizzate è una gioia per gli occhi, e sicuramente l’”Effetto Retina” non passa inosservato grazie alla densità di 218 PPI.

Passando tante ore davanti allo schermo non posso che esser contento che BenQ abbia introdotto anche sul PD2730S tutte le tecnologie Eye Care per la riduzione dell’affaticamento della vista, come la riduzione dello sfarfallio e la Low Blue Light.

Il BenQ PD2730S è infine degno di nota dal punto di vista estetico (ma anche tecnico) per la speciale finitura opaca dello schermo data dalla tecnologia nano Matte. Grazie ad essa l’indice di riflessione dello schermo è davvero bassissimo, e questo ci permette di lavorare senza problemi anche in ambienti non completamente bui e con luci non controllate. Anche puntando direttamente una torcia contro lo schermo (ovviamente da evitare!) si vede subito benissimo come la luce sia ”assorbita”.

Il software di Calibrazione e Profilazione BenQ Palette Master Ultimate

Il monitor BenQ PD2730S prima di essere spedito viene calibrato in fabbrica e insieme ad esso infatti ricevere il relativo certificato. Questa è un’ottima cosa perchè anche appena tirato fori dalla scatola e montato possiamo subito apprezzarne la bontà.

Tuttavia se ben mi conoscete ormai saprete già che seppur la calibrazione di fabbrica sia importante e utile, è assolutamente essenziale che il processo di calibrazione e profilazione venga rifatto con lo schermo collegato al vostro computer, perchè la risposta cromatica dello schermo non dipende solo dallo schermo stesso ma anche dal computer (scheda video) collegato.

La buona notizia è che ora per i monitor della serie PD, incluso il BenQ PD2730S sono compatibili con il software gratuito BenQ Palette Master Ultima (PMU) per poter effettuare la calibrazione e profilazione del monitor fino a poco tempo fa riservato solo ai possessori della serie SW.

Grazie a PMU potremo in modo intuitivo ed in pochi minuti ottenere una profilazione e calibrazione davvero ottimale: io sono riuscito a raggiungere al primo tentativo un valore di DeltaE inferiore a 0,1x!! (che iper mega semplificando significa che la variazione di colore emessa dal monitor rispetto all’attesa è impercettibile dall’occhio umano) che sarebbe stato impossibile ottenere con il software fornito con il colorimetro (non perchè non è un buon software quello del colorimetro ma perchè PMU è stato fatto appositamente per il nostro monitor)

A differenza della versione per i monitor SW, per i monitor PD il software BenQ Palette Master Ultimate offre una visualizzazione semplificata dove dobbiamo andare a selezionare semplicemente il preset di interesse tra quelli disponibili, personalizzate eventualmente il parametro di luminosità e procedere alle fasi di profilazione e calibrazione.

Per semplificarci la vita BenQ ha dato dei nomi ai vari preset, ma non lasciatevi ingannare se non trovate il preset per la vostra specifica attività grafica: quello che conta sono i vari parametri che verranno impostati nella calibrazione, e se siete in dubbio tra quali scegliere non esitate a contattarmi via mail.

BenQ PD2730S Review

I Software BenQ Display Pilot 2 e Display ColorTalk

Come visto per altri monitor della serie PD già recensiti, ad arricchire ulteriormente le funzionalità e le potenzialità del BenQ PD2730S sono le applicazioni (gratuite) Display Pilot 2 e Display ColorTalk

L’applicazione BenQ Display Pilot 2 è un software progettato per migliorare la produttività attraverso una gestione efficiente delle impostazioni del monitor. Questo strumento consente di personalizzare l’interfaccia in base alle preferenze individuali, facilitando l’accesso a diverse funzioni come la sincronizzazione dei profili ICC (ICCsync), il controllo della luminosità e la regolazione del dimming del software. Grazie alla modalità Applicazione, è possibile assegnare impostazioni specifiche a ogni applicazione utilizzata, garantendo che il monitor operi sempre con i parametri ottimali per il tipo di contenuto visualizzato. Questa flessibilità non solo semplifica il flusso di lavoro, ma consente anche di risparmiare tempo prezioso, evitando di dover modificare manualmente le impostazioni ogni volta che si passa da un’applicazione all’altra.

BenQ Display ColorTalk invece è un’applicazione sviluppata da BenQ per facilitare la gestione del colore tra monitor e dispositivi Mac senza l’utilizzo di un calibratore esterno. Grazie a questa applicazione, possiamo infatti provare ad ottenere una corrispondenza cromatica uniforme e precisa tra ad esempio un MacBook e il monitor BenQ, migliorando quindi la congruenza dei colori attraverso i vari dispositivi. Display ColorTalk consente ttraverso un processo step-by-step di allineare visivamente i colori da un monitor principale a un monitor secondario attraverso interventi manuali. Questa funzionalità risulta particolarmente utile quanto siamo senza la possibilità di utilizzo di un calibratore esterno (che consiglio sempre).

BenQ PD2730S Review

Differenze tra BenQ PD2730s e Apple Studio Display

Se siete arrivati a questo punto della recensione vi sarete già fatti probabilmente una domanda che in qualche modo abbiamo già anticipato: ma che differenza ci sono alla fine tra il BenQ PD2730S e Apple Studio Display che competono entrambi nel segmento monitor 5K?

Partiamo dalla fine, cioè dal prezzo: al momento in cui scrivo, il BenQ PD2730S ha un prezzo suggerito al pubblico di 1.209€ (che scende ulteriormente se mi scrivete e richiedete il codice sconto..) mentre un Apple Studio Display parte da un prezzo di 1.799€ che salgono a 2.509€ per dotarlo di supporti regolabili e schermo in nanotexture.

Se pensate che dunque al BenQ PD2730S manchi qualcosa rispetto all’Apple Studio Display, sappiate che il BenQ PD2730S dispone di serie di:

  • Contrasto a 2000:1 (contro i 1000:1 dello Studio Display)
  • Supporto HDR10
  • Superficie schermo nano Matte
  • Gamut Display P3 coperto al 98% dichiarato (e confermato dalla misurazione del sottoscritto)
  • Certificazione Calman e Pantone sull’accuratezza cromatica
  • Connettività Thunderbolt 4
  • Possibilità di utilizzo profili ICC (Studio Display usa dei “reference mode” difficilmente modificabili)
  • Modalità colore integrati per specifici utilizzi (inclusi CAD/CAM, animazione, …)
  • Hotkey Puck 
  • Stand ergonomico

Dal suo lato Apple Studio Display offre una luminosità superiore che arriva a 600 nits (contro i 400 nits del BenQ PD2730S) che però nella quasi totalità dei casi è inutile, e ben sei casse audio invece che due..

Senza contare che il BenQ PD2730S è dotato di Uniformity Technology e di tutti i software di gestione quali Palette Master Ultimate, Display Pilot 2 e Display ColorTalk.

Insomma, a meno che siate particolarmente legati al logo della mela morsicata sul retro, non vedo tanti altri punti favore.

BenQ PD2730S Review

Conclusioni

Il BenQ PD2730S rappresenta una delle proposte più interessanti degli ultimi anni nel panorama dei monitor professionali, e non solo per la sua impressionante risoluzione 5K. È un prodotto che dimostra chiaramente come BenQ abbia saputo interpretare con intelligenza le esigenze di una nuova generazione di creativi, riuscendo a coniugare fedeltà cromatica, design ricercato, connettività avanzata e usabilità quotidiana in un’unica soluzione.

Pur non essendo pensato specificamente per la stampa fotografica fine art, si dimostra un alleato più che affidabile per ogni attività che ruota attorno all’immagine, alla progettazione grafica e al video. È un monitor che, a mio avviso, non nasce con l’intento di stupire per specifiche estreme, ma piuttosto per offrire una coerenza e una qualità complessiva che raramente si incontrano in questa fascia di prezzo.

E proprio in questa fascia di mercato il BenQ PD2730S si posiziona in modo incredibilmente competitivo: il prezzo ufficiale è infatti sensibilmente più contenuto rispetto a soluzioni concorrenti con caratteristiche paragonabili, e se consideriamo l’elevata qualità costruttiva, il supporto software e la versatilità d’uso, diventa difficile trovare alternative altrettanto complete. In un’epoca in cui spesso si paga (molto) di più per (molto) meno, il PD2730S dimostra che esiste ancora spazio per prodotti che puntano tutto su valore reale e concretezza.

Se foste interessati a questo o ad altri montiro BenQ, vi ricordo che scrivendomi in privato potete ottenere il mio codice sconto per l’acquisto dei monitor BenQ ad un prezzo ulteriormente agevolato.