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Introduzione

Non mi stancherò mai di ripetere come un monitor possa fare davvero la differenza nelle immagini che visualizziamo e post-produciamo, indipendentemente che esse siano destinate alla pubblicazione online o alla stampa. Dobbiamo pensare al monitor non come un accessorio secondario, ma una vera e propria finestra sul mondo: la realtà che percepiamo sarà necessariamente condizionata da quella che essa ci fa vedere.

Credo che nel corso degli ultimi anni l’attenzione verso un monitor in grado di non vanificare il nostro lavoro sia sempre più alta, grazie anche al fatto che finalmente è possibile acquistare prodotti top di gamma a prezzi che fino a pochi anni fa erano riservati davvero a pochi, convincendoci ad accettare monitor esterni generici o quelli integrati nei nostri laptop.

Ricevo sempre più richieste di consigli, e visto che non esiste una risposta universale, eccomi qui a scrivere una rapida guida agli acquisti.

SW321C BenQ Monitor Photo review Francesco Gola

Cosa cercare in un monitor fotografico

Come spero abbiate avuto modo di leggere già nei miei articoli e recensioni su questo blog, dobbiamo anzitutto chiederci quali siano le caratteristiche che un monitor debba avere. Pensiamo ora in grande, e approfondiamo solo in un secondo momento a cosa dare priorità a seconda del nostro budget.

Cercando di semplificare come sempre ai massimi termini per farvi assimilare i concetti base, credo che le fondamentali caratteristiche che dobbiamo cercare quando vogliamo acquistare un monitor siano:

  • Gamut: detto brutalmente, ci dice di fatto quanti colori possono essere rappresentati dal nostro monitor. Come è intuitivo pensare, più sono meglio è. Ma questo è un parametro molto relativo, poichè per quanto assurdo sembri la prossima affermazione, magari i colori che interessano a chi lavora su film non sono gli stessi che interessano a chi stampa. Possiamo in un certo senso dire che il Gamut è una scelta soggettiva.
  • Qualità del pannello: posso anche avere un Gamut infinito (no, non è possibile), ma se poi quei colori non vengono rappresentati correttamente, non serve a nulla. E’ indispensabile poi che il pannello sia uniforme, cioè che lo stesso colore non sia rappresentato solo in modo corretto, ma anche allo stesso modo in tutto lo schermo. Possiamo dire quindi che la qualità dovrebbe essere una scelta oggettiva.
  • Tipologia del pannello: spesso da molti raggruppato nel punto “qualità del pannello”, credo invece che abbia una dignità propria. Ci sono diverse tipologie di pannello, alla cui base normalmente abbiamo una tecnologia LCD con retroilluminazione LED, ma che poi possono essere di tipologia come ad esempio Nematic Twisted Nematic (TN), Vertical Alignment (VA) e In-Plane Switching (IPS). Nel mondo della fotografia è consigliato un pannello IPS che di fatto ci permette di vedere allo stesso modo sullo schermo indipendentemente dall’angolo di osservazione (pensate se saturazione e chiarezza variasseso al variare di come siete seduti!) Anche questa la metterei dunque tra le scelte oggettive: ci serve un IPS.
  • Dimensione: cioè detto barbaramente, quanto è grosso il pannello. Attualmente vengono prevalentemente prodotti monitor fotografici che spaziano dai 24” ai 32”, anche se si trovano ancora prodotti intorno ai 21”. E’ una scelta soggettiva per definizione, e non esiste un vero e proprio consiglio. C’è chi si trova bene a 32” e chi vorrebbe tornare a 19”. Nessuno ha ragione, nessuno ha torto.
  • Risoluzione: brutalmente, ci dice il numero di pixel visualizzati. Fondamentalmente il mondo dei monitor fotografici (moderni) si può dividere in 2K e 4K. Se in linea generale vi consiglierei di dare priorità ad un 4K rispetto ad un 2K, anche questa rientra abbastanza tra le scelte soggettive. Anzitutto per budget, in quanto come è facile immaginare il costo di un pannello 4K è superiore al medesimo pannello in 2K. Dopo di che questo ha una forte relazione con la dimensione del pannello. Infatti a pari dimensione, un pannello 4K avrà una densità di pixel (i famosi PPI) superiore ad un pannello 2K, e questo nel mondo della fotografia si trasforma in una diversa percezione di resa del dettaglio, con chiari riflessi sia nella post-produzione che nella stampa. Potremmo parlarne per giorni, ma il mio consiglio è quello di non farvi spaventare da PPI elevati. 
  • LUT: la presenza di una Look-Up-Table programmabile interna al monitor è sicuramente un plus non indifferente. Di fatto ci permette di andare ad effettuare la famosa “calibrazione hardware”, che ci permette di avere non solo una maggior costanza nel tempo della calibrazione effettuata, ma di non avere di fatto limitazioni nella resa cromatica delle tonalità grazie al numero superiore di livelli per colore disponibili. Lo metterei tra i parametri oggettivi, cioè tra quelli che se il budget lo permette è meglio avere.
  • Superficie pannello: normalmente non lo inserisco nelle raccomandazioni, ma visto che in più d’uno mi avete scritto per chiederlo, lo inserisco come ultimo punto e vi consiglio senza dubbio un monitor opaco o semi opaco. Questo vi permette non solo di non avere alterazioni percettive legate ai riflessi, ma in caso andiate a stampare, ti avvicinarvi un po’ di più a quello che vi troverete sulla carta. Seppur soggettivo, vi suggerisco di convincervi che è un parametro oggettivo, perché post-produrre e stampare utilizzando uno scintillante schermo di un iMac è pura follia.

Vi ricordo che tra i falsi miti delle caratteristiche del pannello c’è il DeltaE che vi ricordo essere non un parametro di qualità del monitor, ma bensì della qualità del profilo applicato al monitor. Quando leggete che un monitor ha un DeltaE inferiore a un certo valore, significa che mediamente che la calibrazione a cui esce della fabbrica ha quel valore. Nel momento in cui (giustamente e ovviamente) ricalibrate e profilate a casa, questo valore non è più valido. Certo, è un indice indiretto del secondo punto sopra indicato (qualità del pannello) perché se il monitor non è di qualità, un DeltaE basso non lo raggiungerete mai.  

Anche la connettività ha un ruolo importante, anche se non essenziale. Visto dove si sta muovendo il mondo, monitor che possono essere connessi direttamente con USB-C sono da privilegiare

Francesco Gola BenQ 3D LUT

Le priorità nella scelta del monitor fotografico da comprare

Date le caratteristiche oggettive e soggettive di un monitor, credo che per correttemente scegliere un monitor dobbiamo incrociarle con le nostre priorità e con il nostro budget.

Per una volta tanto cercherò di essere conciso e non lasciare troppe opzioni, e quindi la prima cosa a cui pensare è se ci interessa stampare o no e che coinvolgimento abbiamo con il mondo dei video. Fatta questa scelta, sceglieremo a seconda del budget.

Dunque troverete i mei suggerimenti divisi per 3 cateogrie:

  1. Monitor fotografici per chi ama anche la stampa
  2. Monitor fotografici per chi non pone la stampa come priorità
  3. Monitor per chi ama anche il mondo video 

1 – Monitor fotografici per chi ama anche la stampa

In questo segmento, a budget infinito, sceglierei monitor aventi le seguenti caratteristiche:

  • Gamut: copertura volume 100% sRGB, >98% Adobe RGB
  • Pannello IPS
  • Risoluzione 4K o 2K (soggettivo)
  • Dimensione 27” o 32” (soggettivo)
  • LUT programmabile
  • Schermo anti-riflesso

Come monitor top di gamma, non avrei alcun dubbio a consigliarvi i BenQ SW321C e BenQ SW271, a seconda della vostra preferenza sulla dimensione.

Il BenQ SW321C (recensito QUI) ha tutte le caratteristiche sopra descritte nella risoluzione 4K e dimensione 32”, con l’aggiunta di una nuova tipologia di finitura superficiale del display realizzata per simulare l’effetto della carta. E’ il monitor che sto utilizzando ora ed è senza dubbio un capolavoro di tecnologia e qualità ad un prezzo incredibilmente competitivo (rapportato ad altri prodotti di pari caratteristiche)

Il BenQ SW271 (recensito QUI) racchiude tutte le caratteristiche prioritarie sopra anch’esso alla risoluzione di 4K ma alla dimensione di 27”.

Se volete le stesse caratteristiche ma stando ad una risoluzione 2K (che vi permette di abbassare un po’ il prezzo), il mio suggerimento va per il BenQ SW270C.

Se vogliamo ulteriormente scendere di prezzo ma senza avere compromessi sul Gamut AdobeRGB, dobbiamo scendere di dimensione. In questo caso possiamo trovare le stesse caratteristiche prioritarie nella risoluzione 2K e dimensione 24” nel formidabile BenQ SW240.

Come vedete il mio suggerimento ricade sulla serie SW di BenQ: monitor realizzati appoositamente per fotografi che uniscono una qualità assolutamente professionale ad un gamut molto ampio verso l’AdobeRGB, ad un prezzo incredibilmente accessibile per monitor di tali caratteristiche.

2 – Monitor fotografici per chi non pone la stampa come priorità

Non tutti sono interessati alla stampa, o comunque non lo mettono al momento tra le finalità principali. In tal caso, acquistare un monitor tra quelli sopra elencati è sicuramente sempre una scelta più che valida, ma probabilmente andrete a spendere più del necessario.

In tal caso credo vi suggerisco un monitor con le seguenti caratteristiche:

  • Gamut: copertura volume 100% sRGB
  • Pannello IPS
  • Risoluzione 4K o 2K (soggettivo)
  • Dimensione 27” o 32” (soggettivo)
  • Schermo anti-riflesso

In pratica, andiamo a confermare le caratteristiche della serie precedente, senza andare però a cercare una copertura gamut più spinta dell’sRGB, per il quale però resta necessario un 100% sul volume. Togliamo tra i criteri di ricerca anche la calibrazione hardware.

In questo caso, il mio suggerimento è quello di rivolgersi alla serie PD di BenQ pensata principalmente per i designers. La stessa è caratterizzata da una moltitudine di modelli, ma tra tutti penso che abbia uno strepitoso rapporto tra caratteristiche, qualità e prezzo il BenQ PD2705Q. Si tratta di un meraviglioso pannello IPS 2K da 27” con rivestimento anti riflesso che vi da una copertura 100% sRGB e Rec. 709.

Ciliegina sulla torta è che dai miei test sul BenQ PD2705Q risulta una copertura stimata dello spazio AdobeRGB intorno al 78%: questo significa che seppur non abbia la stessa copertura di un monitor della serie SW, è assolutamente adatto per muovere con confidenza i primi passi nel mondo della stampa! A dirla tutta, dai test risulta una copertura di circa l’85% dello spazio DCI-P3, pertanto adatto anche per chi muoverà i primi passi nel mondo video.

Insomma: il BenQ PD2705Q è il monitor che mi verrebbe da raccomandare ad occhi chiusi a chi si vuole avvicinare seriamente al mondo della gestione del colore con un investimento davvero limitato.

Spendendo poco in più, potete acquistare il modello BenQ PD2700U che vi darà le caratteristiche di cui sopra ma con risoluzione 4K. Se invece volete risparmiare ancora qualcosina ma senza compromettere troppo, vi consiglio il BenQ PD2700Q.

Francesco Gola PD Series Monitor Photography

3 – Monitor per chi ama anche il mondo video 

Scegliere un monitor comn le seguenti caratteristiche

  • Gamut: copertura volume 100% sRGB,  >95% P3
  • Pannello IPS
  • Risoluzione 4K o 2K (soggettivo)
  • Dimensione 27” o 32” (soggettivo)
  • Schermo anti-riflesso

Di fatto, siamo a caccia di una copertura P3 elevata, dando per scontata la copertura sRGB totale. 

Anche qui fortunatamente il catalogo BenQ offre diverse soluzioni, tra le quali vi consiglio i BenQ PD2720U e BenQ PD3220U che vi offrono tutto quanto sopra, con in più anche una copertura volume di AdobeRGB del 99% rispettivamente nelle dimensioni 27″ e 32″.

Esatto, questo significa che sarete coperti anche nel caso vogliate affrontare lavori destinati alla stampa! Una ragionevole domanda potrebbe essere se questi modelli potrebbero sostituirsi alla serie SW: la risposta è no, perchè come abbiamo visto non è solo il Gamut a definire un monitor, e BenQ ha lavorato per implementate sulla serie SW piccole e grandi features specificamente dedicate al mondo della fotografia.

Allo stesso modo, questi monitor sono stati ottimizzati per i designers più esigenti, e non a caso sono disponibili funzionalità specifiche non presenti in altri modelli.

Francesco Gola BenQ Screen Photography Video PD Series

Conclusioni

E’ ormai chiaro che le combinazioni siano quasi infinite, ma la buona notizia è che come vedete il mercato ha ben risposto alle esigenze dei clienti.

Sarebbe impossibile, oltre che pretenzioso da parte mia, potervi dare suggerimenti su ogni campo professionale, ma credo che abbiate bene capito la strategia da seguire: chiaritevi quali siano le caratteristiche che vi servono, date un elenco di priorità e in base al budget che vi siete dati, acquistate il monitor che meglio fa per voi!