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Introduzione

Recentemente ho provato a fare un sondaggio sul mio profilo Threads chiedendo ai fotografi ogni quanto ricalibrano e profilano il proprio monitor, che esso sia un monitor esterno o il proprio laptop.

Sono rimasto davvero stupito che oltre il 70% (SETTANTA%) dei fotografi che hanno risposto abbia indicato che non calibra mai il proprio monitor, con in aggiunta diversi commenti su quanto ormai sarebbe non più necessario, tanto più se si possiede un MacBook e altre varianti agghiaccianti sul mondo della stampa.

Ferito nell’anima e con il mio istinto da divulgatore, voglio provare a spiegare ai terrapiattisti del colore il perchè sia ancora oggi, più che mai, importante calibrare e profilare il proprio monitor.

Calibrite Profile Monitor Why

Cosa sono Calibrazione e Profilazione

Partiamo anzitutto cercando di chiarire in modo semplice cosa siano Calibrazione e Profilazione, spesso confuse l’una con l’altra.

Calibrare un monitor significa regolare le sue impostazioni fondamentali come luminosità, contrasto, gamma e punto di bianco per allinearle a standard noti o a quello che ci interessa (per questo motivo quando sento dire “calibrare la stampante” un po’ muoio dentro). Queste informazioni possono poi essere salvate a seconda dello specifico schermo che si possiede direttamente nel vostro computer (calibrazione sftware) o all’interno del monitor stesso (calibrazione hardware)

Profilare un monitor, invece, implica la creazione di un profilo ICC (un file sul vostro computer) che di fatto descrive esattamente come il monitor riproduce i colori. Questo profilo viene utilizzato dai software di gestione del colore per tradurre correttamente i colori tra diversi dispositivi, come stampanti e altri schermi, garantendo una coerenza cromatica nel flusso di lavoro.

Di fatto, calibrazione e profilazione sono due processi indispensabili e sequenziali necessari affinchè i colori vengano visualizzati a schermo in modo corretto.

Monitor uguali, colori diversi

Ma perchè mai dovrei mettermi a calibrare e profilare un monitor?

Semplificando come al solito ai massimi termini a beneficio della comprensione, quando ci focalizziamo sulla ripoduzione del colore a schermo, ci dobbiamo focalizzare su due caratteristiche principali dello schermo stesso:

  • Quanti colori può riprodurre
  • Quanto accuratamente li può riprodurre

Con il primo punto, “quanti colori può riprodurre”, si fa normalmente riferimento al famigerato Gamut: in sostanza e molto intuitivamente rappresenta il numero dei colori fisicamente riproducibili del monitor che dipende dalla specifica tecnologia costruttiva.

Come è ovvio, più colori riesce a visualizzare meglio è, e mediamente un monitor “moderno” permetterà di visualizzare più colori di un monitor degli anni 90. Il limite è duqnue solo la tecnologia e noi non ci possiamo fare nulla sul gamut del nostro monitor (se non informarci prima per scegliere un monitor piuttosto di un altro).

Il problema però è un altro: a che mi serve una calcolatrice che faccia i calcoli sbagliati? A nulla. Allo stesso modo non mi serve a nulla un monitor che riproduce tanti colori ma in modo sbagliato.

La riproduzione dei colori nei nostri monitor avviene attraverso la combinazione di tre luci colorate (Rossa, Verde e Blu..RGB..vi ricorda qualcosa?) e la modalità di sintesi additiva (cioè mischiando in egual modo le tre luci, otteniamo il bianco). Il fatto è che anche se definisco delle regole universali su come mischiare queste tre luci colorate e le applico su tutti i monitor di questo pianeta, i vari monitor se lasciati a se stessi li riprodurranno in modo diverso.

Calibrite Profile Monitor Why

Questo è dovuto fondamentalmente ai seguenti 5 principali fattori:

  • Differenze nei componenti hardware dei monitor
  • Variazioni nella produzione e controllo qualità
  • Differenze nelle schede grafiche e nei driver
  • Impostazioni di gestione del colore del sistema operativo
  • Invecchiamento dei componenti

Vediamoli insieme nel dettaglio, supponendo di avere ad esempio due schermi che riproducono la stessa immagine inviata da due diversi computer (possiamo fingere che siano un laptop e un computer con monitor esterno o che siano due laptop direttamente o ancora qualsiasi altra combinazione che volete incluso un singolo laptop con collegato anche un monitor esterno..nulla cambierebbe)

Differenze nei componenti hardware dei monitor

Ogni monitor è composto da componenti hardware unici (reali, non ideali), come pannelli LCD, LED a retroilluminazione e circuiti elettronici, che possono variare leggermente da un’unità all’altra. Queste differenze intrinseche possono influenzare la riproduzione dei colori, la luminosità e il contrasto, causando variazioni nell’immagine visualizzata tra due monitor, anche se fossero di identico modello.

Variazioni nella produzione e controllo qualità

Anche se due monitor sono dello stesso modello e marca, le tolleranze di produzione possono portare a discrepanze minime. Piccole variazioni nei processi di fabbricazione o nei materiali utilizzati possono influenzare le caratteristiche cromatiche e luminose dei monitor, rendendo la riproduzione delle immagini leggermente diversa se non vengono calibrati e profilati.

Differenze nelle schede grafiche e nei driver

Due monitor identici collegati a due computer diversi potrebbero avere schede grafiche diverse o utilizzare driver con impostazioni predefinite differenti. Le schede grafiche elaborano i dati dei colori e li inviano al monitor: se queste elaborazioni differiscono, anche l’immagine visualizzata sarà diversa. Questo è il fondamentale motivo per cui la calibrazione di fabbrica non serve a nulla se non a dirvi che il monitor può raggiungere certi livelli di accuratezza. Questo perchè il pannello (che sia di un monitor esterno o laptop) è stato calibrato e profilato con un hardware diverso da quello che state usando

Impostazioni di gestione del colore del sistema operativo

Ogni sistema operativo ha le proprie impostazioni di gestione del colore e profili ICC predefiniti. Senza una calibrazione e profilazione coerente, due computer possono interpretare gli stessi dati dei colori in modo diverso. Ciò porta a discrepanze nella visualizzazione delle immagini, poiché ogni sistema applica le proprie regolazioni cromatiche.

Invecchiamento dei componenti

Con il tempo, i componenti del monitor, come le persone, subiscono un naturale degrado. La retroilluminazione può perdere intensità, influenzando la luminanza e la temperatura colore. Le celle nei pannelli LCD possono alterarsi, modificando la gamma cromatica. Una calibrazione e profilazione periodica compensa questi cambiamenti, mantenendo costante la resa cromatica nel tempo. (peccato che le pesone non possano farlo invece)

In sostanza, che abbiate speso 5k€ per un fiammante nuovo MacBook Pro o che abbiate acquistato un monitor professionale BenQ dell’ultima generazione, se volete visualizzare i colori correttamente (e con correttamente intendo allo stesso modo che visualizzerebbe un’altra persona che calibra e profila il suo monitor), dovete necessariamente calibrare e profilare il monitor.

Se non lo fate il colore sarà solo una vostra realtà locale, e non avrete consistenza tra i vari vostri dispositivi, che siano essi altri schermi di qualunque genere o stampanti..in altre parole, sarete solo un altro tassello nell’”Effetto Mediaworld” (muro di televisioni con in loop lo stesso programma, ma tutti diversi per colori, contrasto, luminosità e punto di bianco)

Calibrite Profile Monitor Why

Le differenze possono essere macroscopiche (come nell’immagine sopra) o quasi impercettibili (per voi), ma certamente ci saranno, e sarà solo la vostra soglia di accettazione a tollerarle o meno.

Come si calibra e profila un monitor

Anche qui, cercherò di andare al sodo e semplificare, altrimenti potreste odiarmi ancora di più.

Ci sono tantissimi modi per non calibrare e profilare un monitor, ma solo uno per farlo (e questa è decisamente una buona notizia).

Tra i tanti modi per NON farlo, vorrei sicuramente citare qualche video trovato su yuoutube con migliaia di like dove si siggerisce di andare su uno specifico sito web dove sono raccolti i profili ICC dei vari modelli di monitor in commercio profilati da qualcun altro. Il suggerimento che viene dato è quello di scaricare il profilo e installarlo. Bene: leggete uno qualunque dei 5 punti sopra riportati e datemi un solo buon motivo per non sentirci stupidi ad applicare la correzione di qualcun altro ad un computer per cui abbiamo magari speso migliaia di eruo.

Altro modo strepitoso per rovinare tutto è calibrare e profilare a mano: ebbene si, ci sono incredibilmente tanti video acchiappalike dove viene suggerito di procedere ad una calibrazione e profilazione manuale del monitor attraverso le impostazioni del sistema operativo. Piuttosto lasciate la calibrazione e profilazione di fabbrica che se è stata fatta con spettrofotometri da 50k€ e non chiamando voi a casa per farlo ad occhio nudo, un motivo forse ci sarà.

L’unico e solo modo di calibrare e profilare un monitor è usare un dispositivo fisico esterno in grado di rilevare la luce emessa dal pannello del vostro schermo.  Questo dispositivo può essere un Colorimetro o uno Spettrofotometro.

Calibrite Profile Monitor Why

Il primo può leggere solo la luce emessa, mentre il secondo permette anche di leggere luce riflessa, e pertanto è quello che si usa per profilare le stampanti (e non a caso costa un sacco di più). La buona notizia è che il nostro schermo emette luce, e quindi ci basta un Colorimetro.

Questa sonda esterna (colorimetro) viene appoggiato allo schermo e viene accoppiato ad un software che durante le fasi di calibrazione e profilazione emetterà scale di grigi e colori.

Molto sempliscisticamente, il software emetterà colori noti, la sonda esterna (colorimetro) rileverà ciò che lo schermo proietta realmente e verrà così annotata la differenza tra colore trasmetto e colore proiettato. Tutte le differenze andranno a creare un file (ICC) che una volta installato permetterà di proiettare correttamente tutti i colori.

Genaile.

Calibrite Profile Monitor Why

Quale colorimetro scegliere?

Il mercato dei colorimetri domestici è dominato da sempre da due brand: Datacolor e Calibrite (ex X-Rite per i dispositivi domestici).

Seppur sicuramente Datacolor offra prodotti di tutto rispetto, secondo me le sonde di Calibrite sono decisamente un passo sopra in termini di affidabilità di risultati con i pannelli di ultima generazione.

Come sempre ci sono diversi modelli con diverse caratteristiche e diverse fasce di prezzo. Se volete un consiglio pratico, se avete da calibrare e profilare solo un laptop e non avete esigenze di stampa, provate il nuovo ed economico Calibrite Display 123.

Se invece volete calibrare un monitor esterno professionale o un MacBook di ultima generazione, vi suggerirei di puntare sulla serie HL di Calibrite, quindi un Calibrite Display Pro HL o Calibrite Display Plus HL.

In commercio si trovano ancora i prodotti X-Rite Display e Calibrite ColorChecker: sono anch’esse soluzioni valide per la maggior parte dei monitor, ma già che fate un investimento, fatelo per un prodotto che vi durerà nel tempo e quindi andate sulla serie HL di Calibrite.

Come abbiamo detto le sonde (colorimetri) funzionano accoppiate a un software. Che sia Datacolor o Calibrite, insieme alla sonda troverete un software che va benissimo usare. A meno che siate masochisti o abbiate assoluta consapevolezza delle vostre azioni, evitate software terzi come DisplayCal.

Se utilizzate monitor professionali che permettono la scrittura delle informazioni di calibrazione direttamente all’interno del monitor stesso (la cosiddetta calibrazione hardware) allora dovrete necessariamente utilizzare il software fornito da chi vi ha fornito il monitor (come ad esempio l’eccellente PMU per i monitor BenQ SW) che sarà compatibile con tutte le sonde che abbiamo citato prima.

Calibrite Colorimeter Display Pro Plus SL HL Review

Guide alla calibrazione e profilazione

Qui trovate una serie di guide passo passo che ho scritto nel tempo per i vari dispositivi che ho utilizzato che potrebbero tornarvi utili:

Poichè sono state scritte diverso tempo fa, qualcosa potrebbe essere cambiato nell’interfaccia dei software o nelle impostazioni dei sistemi operativi, ma la sostanza rimane la stessa.

Conclusioni

Rinunciare alla calibrazione e profilazione del proprio monitor significa rinunciare ad avere colori accurati nelle nostre immagini. 

Che sia un monitor un po’ datato o un MacBook di ultima generaizone, non calibrare e profilare il monitor equivale a vivere in un’isola deserta dove i colori saranno corretti solo per noi.

È assolutamente vero che non tutti quelli che visualizzeranno le vostre immagini lo faranno da dispositivi calibrati e profilati e che quindi sembrerà di aver sprecato tempo e denaro, ma vi posso garantire che sia l’editore a cui mandate le foto spreando in una pubblicazione, sia il cliente per cui avete scattato un servizio importante sia il laboratorio che manderà in stampa la vostra immagine tanto sudata in campo, tutti loro utilizzeranno dispositivi calibrati e profilati.

Siete davvero sicuri che dopo tanti sforzi non valga la pena di mostrare al mondo la vostra immagine così come la avete pensata?

Io non ho davvero dubbi, e spero davvero che dopo queste poche righe non ne avrete più nemmeno voi.