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Introduzione
Tra le cose che rendono la fotografia di paesaggio tanto sfidante quanto avvincente metterei senza dubbio la meteorologia.
Entità incontrollabile per definizione, il meteo è il vero dio di ogni nostra uscita fotografica: qualunque sia il livello della nostra pianificazione può decidere le sorti dello scatto sino all’ultimo istante con uno schiocco di dita e un sorriso beffardo (io ogni fallimento fotografico me lo immagino così).
Quante volte è capitato che la serata perfetta si sia trasformata un fallimento per una nuvola all’ultimo istante sulla linea dell’orizzonte o che la giornata di pioggia e tempesta all’ultimo secondo abbia regalato una luce epica?
L’unica costante di queste due situazioni (e di tutte quelle che sono nel mezzo di questi due estremi) è che il meteo non lo possiamo controllare come un faretto in studio. Fine.
Questo ci porta a far parte di una delle due possibili categorie che divide il mondo dei fotografi paesaggisti: quelli che subiscono ad ogni uscita fotografica questa incontrollabilità e la accettano passivamente come il destino, e quelli che credono che seppur il meteo non sia controllabile si possa provare ad imparare a parlare la sua stessa lingua per capire quando (e dove) possiamo andare a giocarcela e quando è meglio stare a casa a stappare una buona bottiglia di vino. (Sarebbe da citare anche la categoria del “ah ma sei sempre fortunato tu” ma meglio lasciar perdere..)
Questo (lungo..veramente troppo lungo forse..sorry) articolo è rivolto ad entrambe le categorie: a chi vuole provare a decidere il proprio destino (perlomeno fotografico) e a quelli che già ci stanno provando ma con gli stessi risultati che avevo io con il Latino al liceo (e il fatto che alla fine abbia fatto Ingegneria ve la dovrebbe dire lunga)

Disclaimer
Questo articolo non è stato scritto in collaborazione di nessuna forma o genere con Windy.com, dove anche il mio abbonamento Premium me lo pago di tasca mia 🙂
L’articolo è venuto infinitamente più lungo del previsto anche se mi rendo conto di aver accorciato anche troppo.
Questa materia è già complessa in ambito suo, e applicata alla fotografia è ancor più complicata perchè di fatto nessuno ha mai trattato approfonditamente questi temi che io sappia. Quello che troverete qui sotto si tratta quindi solo ed esclusivamente della mia esperienza che si concretizza in suggerirvi qualche strumento pratico per le vostre prossime uscite.
Infine, come sempre, l’articolo non contiene verità assolute ma solo il mio libero pensiero.
Perchè Windy.com
Ci sono tanti modi di fallire con il meteo.
Il più semplice e ovvio è quello di leggere quello sbagliato: con così tante applicazioni disponibili spesso ci si lascia abbindolare da quello con la grafica più simpatica o quello più pubblicizzato del momento (senza contare che poi un buon 70% di queste applicazioni prende il meteo dalla stessa sorgente dati e lo interpreta a modo suo).
Un altro modo di fallire che personalmente adoro è quello di guardare diversi meteo, e poi scegliere sulla base di quello che ci da i risultati che preferiamo o prendendo per vero quello che prevedono la maggiranza.
Dopo aver provato tutto questo ho capito che forse era giunto il tempo di studiare la cosa un po’ più a fondo e andare a cercare fondamentalmente un servizio con tre caratteristiche: sorgenti di dati autorevoli, modelli previsionali scientifici, completezza e quantità di dati visualizzabili. Se poi il servizio era anche graficamente piacevole non mi sarei certamente offeso.
Ci sono voluti diversi anni passando attraverso diversi servizi più o meno conosciuti e utilizzati, ma ad oggi posso senza dubbio affermare che tutte le mie attività di “decifrazione meteo” (perchè ancora, qui non si parla di pianificazione) vengono effettuate su Windy.com

Cos’è Windy.com
Windy.com è prima di tutto un portale. Nato nel 2014 come semplice visualizzatore di informaziomi legate alla direzione e intensità del vento e raggiungibile all’omonimo sito web, con il passare degli anni si è trasformato in una vera e propria piattaforma professionale di analisi meteorologica. È completamente gratuito (della modalità Premium a pagamento parleremo dopo) e dispone di una applicazione per smartphones e tablet anch’essa gratuite (che vi suggerisco quindi di scaricare al volo)
NOTA: le immagini che vedrete in questo articolo sono state tutte realizzate attraverso l’applicazione per tablet. Il motivo è che questo permette di avere immagini ben visualizzabili sia per la navigazione web che per quella da smartphone (o tablet ovviamente). Tutto quello che vi racconterò e vedrete è visualizzabile anche da web e da smartphones nello stesso identico modo.
L’interfaccia di Windy.com
Come ogni buon sito/programma meteo che si rispetti, anche Windy si divide sostanzialmente in due aree: una mappa e un menu con quelli che chiameremo layer selezionabili, cioè dati di interesse da visualizzare graficamente.
Partendo dalla mappa, a seconda del layer attivato vedremo diverse rappresentazioni colorate decisamente intuitive. Se è la prima volta che accedete a Windy.com o se non vi siete registrati (vi suggerisco di farlo poichè vi ricordo è gratuito) vedrete visualizzata la mappa del vento.
Per quanto utile per certi scopi, sicuramente per noi non è quella più importante, e quindi vi suggerisco di impostare nel vostro profilo l’apertura nella visualizzazione “Clouds” (nuvole).
Per quanto riguarda il menu, lo stesso ci da accesso ai favoriti, alle impostazioni e altro (qualche chicca la vedremo dopo)..ma soprattutto come vi dicevo vi da accesso ai layer. Windy.com dispone di oltre 50 layers, e quindi potete immaginarvi la potenzialità.
Vi elenco ora quali sono i layer che utilizzo maggiormente (e che ho impostato come preferiti sull’app per averne un rapido accesso) e poi andremo a discuterli insieme individualmente, per poi infine andare a vedere qualche strategia su come combinare le varie informazioni.
I layer che utilizzo maggiormente (circa in ordine di utilizzo) sono i seguenti:
- Clouds
- High Clouds
- Medium Clouds
- Low Clouds
- Satellite
- Weather Radar e Radar +
- Rain Accumulation
- New Snow
- Waves
- Wind e Wind Gust
Potete attivare un layer alla volta, ma sopra di esso potete visualizzare informazioni addizionali che possono essere attivate e disattivate sempre dal menu, sotto la lista dei layers.
I più utili credo siano le isolinee e le webcam, ma ne parleremo successivamente.
Andiamo ora a vedere i singoli layer che utilizzo e che informazioni cerco di raccogliere usandoli individualmente o combinandone le informazioni.
Il Layer “Clouds“
Inizio da questo layer perchè credo che per un fotografo paesaggista sia quello più importante, motivo per cui ci spenderemo un po’ di tempo.
Il layer Clouds come si intuisce fornisce una rappresentazione della copertura nuvolosa cumulata prevista.
Se si è abituati ad altre applicazioni meteo la visualizzazione della mappa potrebbe non essere particolarmente intuitiva o comunque occorre un pochino per abituarcisi (o perlomeno per me è stato così).
Detto questo, l’informazione visiva è molto semplice: dove vedete giallo è dove NON sono previste nuvole. Le nuvole sono in una scala di grigi che vanno dal grigio (poche nuvole) al bianco (tante nuvole). Se è prevista pioggia, la vedrete in una scala di blu che va dal blu intenso (poca pioggia) ad azzurro (tanta pioggia).
Questo è il motivo per cui onestamente credo non sia particolarmente intuitiva, forse anche dovuto alla presenza della legenda poco visibile (sotto la barra di scorrimento del tempo nelle versioni mobile e sotto il selettore dei modelli meteo nella versione desktop). Detto questo, è possibile personalizzare i colori della mappa, cosa che ho provato a fare per diverso tempo e vi sconsiglio caldamente di fare. (ci si abitua, davvero)
Parlo di “copertura cumulata” e di “previsione” perchè questa visualizzazione non vi da ne la rappresentazione in tempo reale della copertura, ne la previsione istantanea ad uno specifico orario, e questa credo sia la parte più dura da digerire.
Infatti la visualizzazione che vedete, indipendentemente dal giorno e orario selezionato con la apposita barra, rappresenta una previsione di copertura nuvolosa cumulata di un certo periodo di tempo e con una certa risoluzione.
Chi definisce questo periodo di tempo e la risoluzione è il modello meteorologico che si utilizza.
Ad esempio potremmo avere un modello meteo cumulato a 3 ore con risoluzione 5km.
La risoluzione è facile da intuire: 5km significa che l’informazione più di dettaglio che riesce darmi il modello è su un’area di 5km. Più è alta la risoluzione meglio è quindi, perchè ad esempio avere un modello a risoluzione 1km permetterebbe di avere previsioni di meteo diverse per due villaggi confinanti ad esempio, mentre uno da 5km no.
Il periodo di tempo invece è più ostico da digerire. Una previsione cumulata a 3 ore come nel nostro esempio si riferisce alla quantità di nuvole che si sono accumulate o sono transitate sopra una determinata area nel corso delle ultime 3 ore rispetto all’ora di riferimento selezionata.
Questa visualizzazione può essere utile per comprendere non solo la situazione corrente della copertura nuvolosa, ma anche per avere un’idea di come essa si sviluppi nel corso di un breve periodo. In pratica, non si guarda solo la situazione attuale in un singolo istante, ma si considera l’evoluzione delle nuvole nel tempo recente, offrendo una prospettiva più dinamica e completa del fenomeno meteorologico.
Ci sono diversi modelli meteorologici e Windy a seconda della porzione di mappa che stiamo visualizzando ci permetterà di scegliere quello che preferiamo attraverso l’apposito menu di selezione. Una volta selezionato il modello potremo anche accedere alle sue informazioni principali, come appunto il tempo di accumulo e la risoluzione, ma anche ogni quanto viene aggiornato, da chi è stato realizzato e a che scopo.
Attenzione! Un modello non è tanto migliore quanto è più alta la risoluzione e più basso il tempo di accumulo: potrebbe esistere un modello “Frank” fatto da me con accumulo a 1 ora e risoluzione 50 metri, ma se il modello fa schifo (come farebbe se lo progettassi io) sicuramente avreste informazioni tanto precise quanto sbagliate! Quindi quando selezionate un modello, non basatevi (solo) su tempi di accumulo e risoluzione, ma sulla bontà del modello stesso per le informazioni che cercate. La risposta alla domanda “Ok Frank, quindi quale modello devo usare” arriverà a breve, abbiate fede.
Buono a sapersi: al netto della visualizzazione grafica, premendo su un punto specifico della mappa potrete accedere ai dati numerici: con un primo tocco visualizzerete la copertura nuvolosa cumulata in % per la posizione specifica, e premendo poi su “Forecast for this location” avrete una visualizzazione più di dettaglio delle previsioni con ripartizione oraria.
Se di per se la visualizzazione di dettaglio non sembra dare informazioni migliori della versione grafica, vi insegno un piccolo trucco. In basso (che sia la versione web o la versione app) alla visualizzazione di dettaglio vedrete che è impostata la modalità di visualizzazione “basic”. Invece di questa visualizzazione, premete su “Meteogram”: come vedrete, ora è possibile avere una visualizzazione ibrida con la copertura nuvolosa suddivisa per quota delle nuvole!
..e questo ci porta dritti dritti ai prossimi layer!
I Layer Clouds (High, Medium, Low)
Abbiamo visto che con il layer Clouds possiamo vedere la copertura nuvolosa complessiva, cioè non tenendo conto della tridimensionalità dei nostri cieli.
Da bravi fotografi però abbiamo imparato che non tutte le nuvole sono uguali, e soprattutto che nuvole a quote diverse si comportano in modo diverso, sia in termini di potenziale colorazione all’alba e al tramonto, che di movimento.
Questo articolo già lungo di per se non può trattare nel dettaglio cosa aspettarsi dalle singole tipologie di nuvole (cosa che invece si impara ai corsi in campo che tengo ovviamente 😉 ) ma vi metterà in condizione di capire cosa è previsto per i tre strati atmosferici in cui si suddividono normalmente le nuvole: Alte, Medie e Basse.
Andando ad attivare i relativi layer (High Clouds, Medium Clouds, Low Clouds) potrete andare a visualizzare le stesse identiche informazioni del layer Clouds (quindi della copertura nuvolosa complessiva) ma per il singolo strato nuvoloso.
Windy suddivide (giustamente) le nuvole in queste tre fasce:
- Basse: da superficie a 2000m (6500 ft)
- Medie: da 2000m (6500ft) a 6000m (20000 ft)
- Alte: sopra 6000m (20000m)
Questa classificazione è una convenzione generale e può variare leggermente a seconda delle condizioni atmosferiche e della specifica interpretazione dei dati meteorologici da parte del modello, ma per noi basta e avanza.
In ambito fotografico, conoscere la previsione di copertura per quota può davvero fare la differenza.
Pensate ad esempio ad una situazione in cui sono presenti solo nuvole alte: dal layer Clouds non avremmo questa informazione (a meno di usare il Meteogram), ma grazie al layer High Clouds si e questo ci permetterebbe subito di capire che il momento giusto per scattare sarebbe prima dell’alba o aspettare dopo il tramonto.
Allo stesso modo, uno strato di nuvole medie molto esteso preso dal layer Medium Clouds potrebbe darci indicazioni che indipendentemente dagli altri strati presenti, la luce potrebbe essere bloccata all’orizzonte e che quindi dobbiamo cercare uno spot più favorevole.
Infine, un layer ricco di nuvole basse visualizzato attraverso Low Clouds ci potrebbe indirizzare ad andare a caccia di luce con qualche ora di anticipo al tramonto e cercando composizioni a luce laterale.
Non parliamo poi della combinazione di nuvole nei diversi strati che moltiplicano quasi all’infinito le possibilità!
Ancora: non è possibile entrare in un dettaglio spinto di situazioni in questo articolo, ma sono certo abbiate capito che Windy.com ci da tutti gli strumenti per massimizzare la possibilità di essere al posto giusto al momento giusto già solo con i quattro layer legati alla copertura nuvolosa.


(Ma che modello meteorologico devo usare?)
Come avete visto, Windy.com mette a disposizione diversi modelli previsionali, e normalmente ognuno da una informazione abbastanza diversa dall’altra.
Se abbiamo già capito che scegliere il modello che ci da il risultato che preferiamo non è una buona mossa, dobbiamo anzitutto capire che i modelli sono sviluppati spesso per esigenze specifiche e per zone geografiche specifiche. Ad esempio il NEMS è stato sviluppato per essere particolarmente preciso sull’arco Alpino caratterizzato da rilievi, mentre l’UKV nell’area del Regno Unito dove la componente di influenza atlantica è prevalente.
Per quanto ci riguarda, secondo me dobbiamo quindi tenere conto di tre aspetti quando vogliamo scegliere il modello:
- L’area geografica (un modello sviluppato per la specifica area è normalmente più preciso)
- La risoluzione del modello (più la risoluzione è alta, più informazioni potremo sfruttare)
- Il tempo di aggiornamento (aggiornamenti più frequenti permettono scelte più accurate)
Arrivando al sodo e considerando che vivo in Europa e che quindi abbia fatto esperienza prevalentemente sull’uso dei modelli europei, seppur Windy.com promuova molto attivamente l’ECMWF 9km (European Center Medium Weather Forecasts 9km), credo che ultimamente le informazioni più accurate sulla copertura nuvolosa le abbia ricevute usando il modello ICON (D2 2.2km se disponibile o EU 7km), che non solo ha una risoluzione più spinta (2-7km contro i 9km di ECMFW), ma anche un tempo di aggiornamento previsioni inferiore di diverse ore (per ogni aggiornamento di ECMFW ne prendete almeno due di ICON-EU). Solo quando mi trovo in UK uso il modello UKV 2km


Negli USA ho trovato molto valido il modello HRRR CONUS 3km, ma il territorio è troppo vasto e la mia esperienza è stata solo di qualche settimana quindi non posso darvi un vero parere. Per il resto del mondo direi ignoranza assoluta purtroppo.
Ma indipendentemente dalla mia esperienza (peraltro geograficamente non rilevante per tutti), come posso capire se un modello mi sta dando previsioni attendibili?
Questa domanda ci permette di introdurre il prossimo layer 🙂
Il Layer Satellite
Come dice il nome, questo layer mi permette di visualizzare una immagine dell’attuale copertura nuvolosa fornita dai satelliti geostazionari.
Questa visualizzazione è molto utile perchè non si tratta più di una previsione, ma di un vero stato in tempo reale e quindi ci permette di vedere la reale situazione nuvolosa sopra le nostre teste mentre stiamo andando in campo ad esempio.
Se quindi è utile per fare la scelta finale dello spot e muoverci verso la location di un tramonto, è doppiamente utile all’alba quando è tutto buio e guardando fuori dalla finestra non basta per capire se conviene stare tra le braccia di Morfeo o meno.
Infine, questo layer ci permette di validare (approssimativamente ovviamente) i modelli meteo delle coperture nuvolose.
Tenendo presente la fondamentale differenza tra il layer Satellite che è una visualizzazione reale istantanea e i layer Clouds che sono previsioni cumulate, andando a paragonare la visualizzazione istantanea data dal layer Satellite con il modello previsionale che abbiamo scelto nella stessa ora, possiamo cercare di capire quanto il modello ci sta indovinando.
Infatti se la visualizzazione istantanea del layer Satellite è molto simile a quando mi fa vedere un modello Clouds per quella stessa ora, tenendo conto che la previsione visualizzata dal layer Clouds è stata realizzata diverse ore nel passato (e posso sempre vederlo tramite le indicazioni del modello), posso assumere che la previsione è affidabile o comunque sta funzionando.
Non è una verità assoluta (perchè ad esempio perturbazioni troppo veloci potrebbero falsare il concetto di previsione cumulata a tre ore) ma di fatto mi ha salvato in diverse occasioni.
Se quando ho scritto sembra troppo complicato, vediamolo con un semplice esempio pratico.
Se confrontiamo il layer Satellite di una data zona con la previsione fatta dal modello NEMS 2 ore fa, vediamo che le cose non stanno andando molto come previsto e che quindi questa previsione del modello è forse troppo vecchia per poterla considerare valida in questo momento oppure non è un modello accurato per questa zona (in questo caso, la seconda delle due sapendo che NEMS funziona bene sull’arco alpino ma non certo in UK).


Se invece lo confrontiamo con il modello UKV (che ha aggiornato i dati 1 ora fa), vediamo invece che visivamente la situazione sembra molto più simile al layer Satellite, e quindi lo andrò a considerare più accurato e affidabile come modello previsionale per scelte che voglio fare adesso.


E’ chiaro che l’ideale è avere il nostro modello preferito aggiornato di recente e che ci visualizzi bene o male quanto il layer Satellite mostra, ma non sempre questo accade e quindi fossilizzarci su una informazione inaccurata può solo danneggiare la nostra uscita fotografica.
Adattarsi è sempre la chiave del successo.
Il layer Weather Radar e Radar+
Il layer Weather Radar è una misura di riflessione effettuata con un radar doppler che mostra quella che è la pioggia/neve/grandine attuale o l’accumulo di acqua in una nuvola. In breve è una misura istantanea del fatto che una nuvola stia scaricando qualcosa o sia davvero prossima a farlo.
Trovo questa visualizzazione molto utile per diverse analisi.
Anzitutto, mi permette di capire prima di andare in campo dove stia effettivamente piovendo e dove no, e quindi dove le perturbazioni sono più intense. Potrebbe essere una pioggia perpetua e diffusa (tipo da nimbostrato) per cui capisco subito che non vale la pena nemmeno uscire di casa, oppure se sono a caccia di tempeste (ad esempio di cumulonembi che stanno scaricando) mi permette di capire dove andare esattamente.
Poi, funziona molto bene capire quando mi sta per arrivare una bomba d’acqua in testa mentre sono già in campo a scattare: se infatti non possiamo utilizzare questo layer per le previsioni (in realtà si ma non funziona), possiamo usarlo per vedere il passato e capire così la traettoria della pioggia.
A parte con la pioggia, ho trovato il layer Weather Radar molto utile con le tempeste di neve alle isole Lofoten che spesso si susseguono una dopo l’altra. Infatti grazie a questo strumento ero in grado di vedere l’estensione e la direzione delle tempeste intorno a me restando in macchina all’asciutto e uscendo a scattare solo tra una nevicata e l’altra (e anche qui dunque potendo capire se si trattava di una rapida tempesta o era qualcosa di più esteso per cui valeva la pena rinunciare). Davvero utilissimo!
Recentemente Windy.com ha inoltre introdotto il nuovo layer Radar+ che permette di vedere contemporanemente il radar doppler della pioggia (quindi il layer Weather Radar) con quello dell’immagine satellitare dell’attuale copertura (quindi il layer Satellite).
Questa versione combinata offre dunque una visione della reale situazione (quindi non della previsione) mostrando la copertura nuvolosa complessiva e dove sta piovendo: perfetto per fare insieme tutte le analisi e considerazione viste prima separatamente!
I layer Rain Accumulation e New Snow
Un layer che utilizzo abbastanza spesso specialmente quando sono in aree particolarmente piovose (come la Scozia ad esempio) è il layer Rain Accumulation.
Questo layer ci permette di avere una visione molto intuitiva sugli accumuli di pioggia nelle prossime ore e giorni.
Secono me la grande utilità di questo strumento è legata al fatto che ci permette di verificare l’arrivo di forti perturbazioni e perturbazioni stazionarie che potrebbero così farci modificare leggermente (o completamente) i nostri piani per i prossimi giorni.
La ragione del mio utilizzo di questa vista accumulata è che questa informazione non è semplicemente ottenibile dagli altri layer discussi (in particolare da quello Clouds) poichè in essi, seppur abbiamo una previsione, si tratta di previsioni istantanee o con visioni cumulate al massimo di 3 ore (mentre con il layer Rain Accumulation possiamo verificare la situazione anche dopo giorni di accumulo).
Una “variante” a questo layer che utilizzo quando viaggio in inverno è il layer New Snow. Indipendentemente dal nome, anch’esso un accumulo da 12 ore a 10 giorni degli accumuli di neve fresca.
Per me è infinitamente utile ad esempio quando vado alle isole Lofoten o in Islanda, dove magari si alternano neve e pioggia che rimuove la neve) per capire quando posso aspettarmi di trovare spiagge cariche di neve fresca!
Il layer Waves
Da fotogtrafo paesaggista marino non posso non citare il layer Waves, che ci permette di avere una visualizzazione dell’ampiezza e periodo delle onde (intese come combinata di swell e onde di vento).
Trasformandolo in qualcosa di più facilmente intuibile, nel mondo fotografico ci dice se ci troveremo di fronte un mare mosso o meno, e questo può essere utile per diversi motivi.
Anzitutto, se siamo cacciatori di mareggiate, con questo layer possiamo vedere quando effettivamente la mareggiata è prevista arrivare sulla costa e che onde aspettarci (anche se occorre sempre tenere in considerazione che l’altezza delle onde poi verrà influenzata da fondale marino vicino alla costa che i vari modelli ovviamente non possono prendere in considerazione).
Da fotografo paesaggista, questo layer vi permette poi di prendere decisioni sul punto di scatto: se è previsto un mare molto agitato, sicuramente penserò di evitare spot troppo bassi come spiagge o magari addirittura pericolosi come basse scogliere.
Da fotografo di Lunghe Esposizioni questo layer è ancora più prezioso perchè se il mare è troppo agitato, anche scattando dall’alto potrei avere troppo “biancone”, cioè ottenere come risultato della lunga esposizione un mare troppo bianco legato alle onde che si infrangono sulla costa (che a volte è anche un bell’effetto, ma non sempre). Per questo motivo in caso di mare troppo agitato dovrò scegliere uno spot dove il fondale è molto profondo vicino alla costa, per poter così minimizzare l’effetto del bianco dato delle onde. Windy.com ancora una volta è uno strumento davvero prezioso per permettermi di decidere prima di andare in campo.
I layer Wind e Wind Gusts
Fosse anche solo perchè si chiama così l’applicazione, impossibile non citare i layer che riguardano il vento! Scherzi a parte, l’informazione della direzione e intensità del vento è davvero preziosissima per noi.
Circa la direzione, avrete notato che in quasi tutti gli altri layer è già possibili visualizzarla (ma anche rimuoverla se volete): credo che sia preziosa perchè ad esempio ci può dare un’idea immediata di dove il vento stia spingendo le nuvole.
Però è importante sapere anche l’intensità, e la conoscenza della stessa è determinante sia per la sicurezza sia per la riuscita della nostra uscita fotografica.
Un esempio molto pratico arriva da un corso appena concluso al momento in cui scrivo questo articolo tenutosi alle Ebridi Esterne in Scozia. In questa regione normalmente raggruppo gli spot fotografici in tre aree geografiche, e a seconda del meteo finalizzo l’uscita su una di queste. Quando arrivano delle tempeste, essendo queste isole esposte all’oceano Atlantico, sono anche accompagnate da venti intensi, e quindi andare nella location di scatto quando le nuvole e il mare sembrano perfetti può rivelarsi un disastro.
Per questo sfrutto il layer Wind ma ancor più il layer Wind Gusts che mi indica le raffiche di vento che sono previste in una specifica posizione. Infatti se il vento è un problema spesso gestibile, l’incubo sono le raffiche di vento, che rappresentano delle vere e proprie pulsazioni di pressione sul nostro cavalletto che potrebbero compromettere la nitidezza dell’immagine soprattutto in caso abbia vento frontale e non possa proteggere la fotocamera con il mio corpo.
Insomma, se in una location tutto è perfetto ma sono previste raffiche frontali a 70 km/h, direi che è meglio cercare un altro spot!
I layer “mancanti” su Windy.com
Per quanto abbiate visto sia completo Windy.com, certamente per noi fotografi sarebbe utile avere qualche informazione in più.
Per quanto mi riguarda, quello che sento come il più mancante è quello legato alle maree.
Si è vero, c’è una sorta di layer maree in Windy.com attivabile quando si chiedono maggiori info per un punto selezionato sulla mappa, ma è decisamente aprossimativo, con poche boe disponibili e di scarsa fruibilità per noi. Per questo motivo per le maree credo siano ancora necessari strumenti come Nautide o Tidal Planner, che però restano gratuiti solo per le previsioni giornaliere. Credo che la mancanza sia legata al fatto che i modelli di marea (affidabili) sono pochi e la licenza è regionale e molto costosa, cosa che si sposa male con la filosofia di Windy.com
Un altro layer che manca ma di cui non sento la mancanza (e cito solo perchè spesso mi viene chiesto un parere) è quello della previsione di colorazione delle nuvole.
Come più o meno noto, sono disponibili servizi e applicazioni che promettono di darvi una previsione di probabilità di coloramento delle nuvole al tramonto e all’alba. L’idea è buona, ma purtroppo credo che ad oggi siamo ancora lontani dal poter ottenere risultati anche lontanamente affidabili. La ragione di ciò è che per ottenere tale probabilità occorre interpolare dati da sorgenti diverse, che tengono conto di tantissime variabili, e più sono queste variabili, più le probabilità di indovinare si abbassano essendo quasi tutte le variabili a loro volta dei modelli previsionali indipendenti (tipologia nuvole, altezza base nuvole, visibilità, vento, posizione, orizzonte apparente per noie per ogni singolo strato di nuvole…).
Non sentiate quindi la mancanza in Windy.com di layer come i pessimi Skyfire, SunsetWX e l’ancor peggio Viewfindr e se vedete previsioni miracolose e foto di successi epici ricordate che anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno, e che per capire se colorerà o meno con singoli strati di nuvole presenti non vi serve certo un’app.
Detto questo, spero (e credo) che si arriverà anche qui a modelli previsionali affidabili grazie ai progressi tecnologici sia in ambito di computazione dati sia di conoscenza dei fenomeni atmosferici (dopo tutto, ve la ricordate l’affidabilità delle previsioni meteo di anche solo 10 anni fa?!)
Se è ad oggi dunque è irreliastico pensare di avere previsioni di colorazione affidabili, credo che però ci sia comunque la tecnologia per avere qualche informazione in più, come ad esempio rispondere alla domanda che noi fotografi paesaggisti ci facciamo spesso: “Ma queste maledette nuvole che vedo lontane bloccheranno la luce proprio al tramonto?” (Nota: che è ben diverso da chiedersi se le nuvole coloreranno).
Purtroppo ad oggi Windy.com non fornisce direttamente un layer per rispondere a questa domanda, ma poichè di fatto (quasi) tutti i dati per farlo sono presenti, ho realizzato un plugin (gratuito) per Windy.com che ci permetta non tanto di avere una risposta assoluta, ma almeno avere un’indicazione se dove il sole sorge o tramonta le nuvole incrocino l’orizzonte a causa della curvatura terreste bloccando di fatto la luce (maledetta terra non piatta).
Si chiama “Clouds Horizon Distance” e lo trovate QUI.
Funzioni addizionali di Windy.com
Come vi dicevo da qualche parte in questo lungo articolo, oltre a tutti questi layer, Windy.com ha qualche funzioncina nascosta davvero interessante.
Tra queste, ve ne segnalo tre.
La prima è la possibilità di caricare e visualizzare i propri punti di interesse. Entrando infatti nel menu troverete la funzione chiamata “Display KML” che come dice il nome permette di caricare file di coordinate in formato KML (e non solo in realtà).
La grande utilità per me è che quando creo un planning con PhotoPills ad esempio, poi esporto il file e lo carico su Windy.com posso visualizzare sulla mappa meteo tutti gli spot fotografici, e avere quindi una visualizzazione super accurata del meteo nelle location di scatto in ogni istante!
La seconda, come avete già inteso da quanto ho scritto precedentemente, è la possibilità di installare dei Plug-in. La comunità di Windy.com è un favoloso punto di incontro tra gli sviluppatori e tanti appassionati, che a loro volta possono contribuire all’applicazione. Andando sempre nel menu principale e selezionando “Install Windy Plug-in” potrete trovare una lista di plug-in sviluppati da terzi che di fatto permettono di avere dei layer addizionali. Sono davvero molto specifici, proprio perchè vanno a coprire nicchie di esigenze non coperte dai layer standard. Se volete provare a creare qualcosa anche voi, potete iniziare da QUI.
L’ultima funzione che vi suggerisco di sfruttare è quella delle Webcam. Windy.com vi permette infatti di visualizzare su qualsiasi layer la posizione e le immagini di diverse webcam. Abbiamo visto precedentemente che specialmente i modelli sulle nuvole sono medie a 3 ore e quindi le informazioni vanno prese con le pinze. Oltre al paragone con l’immagine satellitare che abbiamo visto prima, per capire quando ci abbia indovinato il modello è sempre utile fare un controllo della situazione reale con le webcam a disposizione. Quando sono in viaggio, appena prima di uscire per la destinazione pianificata faccio sempre un controllo finale alle webcam per capire se confermare il piano o provare una piccola modifica dell’ultimo minuto. Che ci crediate o meno, diverse foto che considero successi di pianificazione sono nati da questo.
Abbonamento Premium di Windy.com: ne vale la pena?
Come ho più volte citato, Windy.com è completamente gratuita ma offre anche una sottoscrizione Premium a pagamento (ad oggi mentre scrivo, al costo di 21€ l’anno).
È indispensabile? Assolutamente no. Lo consiglio? Assolutamente si.
Con Windy Premium non avrete accesso a nuovi layer o funzioni (motivo per cui non è indispensabile) ma avrete accesso ad un aggiornamento dati più frequente e a quindi a previsioni più accurate.
Di fatto, se i modelli meteo che abbiamo citato prima nella versione gratuita forniscono dati ogni 12 ore circa, con la versione Premium li forniscono ogni 6 ore circa, e potete quindi immaginare quanto sia prezioso per noi.
Inoltre avrete accesso a previsioni con passi da un’ora anzichè da 3 ore (attenzione, le visualizzazioni restano cumulate da 3 ore), possibilità di loop del Radar e del Satellite di 12 ore, dati storici fino a un anno sempre per Radar e Satellite..e molto altro.
Ancora: non è indispensabile, ma se volete usare al massimo le potenzialità di tutti gli strumenti che abbiamo visto, il solo passare da 2 aggiornamenti delle previsioni al giorno a 4 vale la sottoscrizione.
Conclusioni
Se avere il controllo del meteo durante le nostre uscite fotografiche resta un sogno (ma poi, che gusto ci sarebbe per chi ama vivere l’esperienza?), poter prendere decisioni sulla base di informazioni accurate e ben organizzate non è mai stato così semplice grazie a Windy.com
Con una infinità di modalità di visualizzazione e modelli meteorologici slezionabili, Windy.com ci permette di avere nel nostro zaino fotografico un alleato in più: la conoscenza di quello che ci sta succedendo intorno per permetterci di massimizzare le possibilità di sfruttare il meteo a nostro vantaggio in ogni uscita fotografica.
Completamente gratuito, funziona sia su laptop che su ogni dispositivo mobile, e con un piccolo contributo di sottoscrizione annuale, ci permette di avere dati aggiornati più frequentemente, e quindi previsioni più precise.
Il fatto che disponga di così tante informazioni può intimidire, ma spero che questo articolo vi sia stato di aiuto per muovere i primi passi.
Se volete approfondire ulteriormente il suo utilizzo sarò felice di aiutarvi e non c’è occasione migliore che partecipare ad uno dei miei workshop in campo o prenotare una lezione online privata!













