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Introduzione
Quando si parla di monitor per fotografi, designer o videomaker, il mercato è affollato e le promesse sono sempre le stesse: colori perfetti, calibrazione factory, pannello professionale. Siamo talmente abituati ad annunci sensazionali che ormai quasi non ci facciamo più caso. Se poi parliamo di BenQ, ormai già da anni siamo abituati a prodotti top di gamma in termini di prestazioni e ad un prezzo davvero ragionevole. Cosa potremmo mai desiderare ancora?
Tuttavia, quando pensi di aver visto giù tutto, ecco che arriva il BenQ Creative Pro PD2770U, un monitor che per la prima volta promette di riunire tutto il mondo creativo sotto un unico tetto: dalla fotografia alla stampa, dal video al design. Un approccio ambizioso, che regge se la gestione del colore è all’altezza.
Sarà vero? Andiamo a scoprirlo insieme.

Le caratteristiche di un buon monitor
Partiamo da lontano, come sempre.
Negli anni credo di avervi sfinito sull’importanza di avere un buon monitor ma, soprattutto per chi approda su questi lidi per la prima volta, credo sia importante soffermarsi anzitutto su perché un monitor per creativi sia così diverso da un normale monitor “da ufficio”.
La risposta più banale (ma credo altrettanto efficace) è che come non è il massimo allenarsi in palestra in giacca e cravatta, non è altrettanto saggio lavorare sulle nostre immagini (o video) su un monitor non pensato per questo.
Infatti, i monitor possono avere tantissime caratteristiche, e ce ne sono alcune a cui non possiamo proprio rinunciare. Tra queste metterei senza dubbio:
- Tecnologia: per i fini di editing che abbiamo è importante avere un monitor IPS. IPS significa “In Plane Switching” e in altre parole significa che la saturazione e contrasto non varia al variare dell’angolo con cui guardo lo schermo. Con un qualunque monitor non IPS, qualunque correzione effettuiamo alla nostra immagine sarà vincolata dalla posizione esatta con cui stiamo guardando lo schermo.
- Gamut. Il nostro monitor deve essere in grado di riprodurre il maggior numero di colori possibile. Detto in modo abbastanza semplificato, questa capacità viene definita dal cosiddetto Gamut. In ambito fotografico cercheremo sRGB e Adobe RGB, se siamo videomaker o grafici DCI-PE, e chi più ne ha più ne metta..
- Uniformità. Una volta definito quanti colori possono essere riprodotti dal nostro monitor è necessario che gli stessi siano riprodotti (correttamente e) uniformemente su tutto il pannello e senza variazioni di luminosità, contrasto o colore nelle differenti aree che lo compongono.
- Contrasto. Spesso trascurato, è un parametro essenziale per avere una perfetta riproduzione della nostra immagine soprattutto se siamo interessati anche alla stampa. In un monitor IPS è bene che lo stesso sia intorno a 1000:1
- Calibrazione: deve essere possibile effettuare una calibrazione hardware attraverso LUT per ottenere valori di DeltaE inferiori a 2 e fedeltà assoluta nella riproduzione dei colori.
- Dimensione e risoluzione: scelte assolutamente soggettive, restano un parametro fondamentale

Le serie BenQ SW e PD: la guerra dei mondi
Definite quali siano le caratteristiche fondamentali dei monitor (una lista che si potrebbe ampliare all’infinito o quasi), a questo punto non abbiamo da fare altro che sbizzarrirci nello scegliere tutte le caratteristiche che ci servono, proprio come quando scegliamo un vestito per uno scopo preciso, e così individuare il monitor adatto a noi.
Problema: ci sono meno opzioni tra i monitor che tra i vestiti, e quindi siamo necessariamente portati a fare delle scelte.
Ce ne sono alcune davvero soggettive (risoluzione e dimensione, come dicevamo) e altre abbastanza facili (nell’ambito fotografico e video, un pannello IPS rispetto a uno VA). Tuttavia ce ne sono altre su cui ci si avvicina ai limiti della tecnologia disponibile, e tra queste, il gamut senza dubbio resta la caratteristica più complicata da incastrare con le altre. Per questo motivo anche BenQ storicamente ha diversificato alcune delle sue serie di monitor sul gamut. Un esempio lampante e applicato alla nostra realtà sono ad esempio le serie BenQ PD e SW: due serie con caratteristiche eccezionali e spesso equiparabili, ma che divergono, appunto, sul Gamut, con al serie SW progettata sullo spazio colore AdobeRGB (e quindi orientata al pubblico di fotografi e stampatori) e la serie PD più orientata al mondo dei designer ed editing video, più orientata allo spazio P3.
Con il Creative Pro PD2770U, BenQ alza ancora una volta l’asticella, andando a unire il meglio delle due serie e aggiungendo features interessanti. Come? Andiamo a vederlo insieme.
Caratteristiche principali del monitor BenQ Creative Pro PD2770U
Il monitor BenQ Creative Pro PD2770U, è anzitutto un monitor IPS con retroilluminazione LED che ci garantisce una visualizzazione ottimale con un angolo fino a 178°: per questo motivo saremo più che confidenti che il risultato visivo non sarà dipendente dalla posizione con cui guardiamo lo schermo
Per quanto riguarda la copertura del gamut il BenQ Creative Pro PD2770U ci offre qualcosa di eccezionale: una copertura 100% dello spazio sRGB, superiore al 99% dello spazio Adobe RGB e superiore al 99% dello spazio P3.
I più attenti di voi potrebbero notare che già il BenQ Creative Pro SW272U aveva già un’ampia copertura gamut che raggiungeva il 99% di volume sia in AdobeRGB e P3. Vero, ma con una precisazione importante: con una posizione spaziale diversa. Come potete infatti vedere dalla proiezione in OKlab del gamut nell’immagine sottostante, il BenQ Creative Pro PD2770U sposta il suo orientamento per avere una copertura P3 ottimale nella parte inferiore della proiezione, dove il BenQ Creative Pro SW272U faceva più fatica e si perdeva qualcosa, ma senza compromettere la copertura AdobeRGB. Per farlo, rinuncia a una porzione di gamut (quella che vedete in basso a sinistra compresa tra l’area azzurra e quella rossa) che però non ci interessa, poiché non è interessata da nessuno dei due spazi standard AdobeRGB e P3!
Ancora una volta il monitor viene fornito con un certificato di taratura individuale che mostra la mappa di uniformità e il DeltaE inferiore a 2: questo non serve tanto per usare il monitor appena uscito dalla scatola (ricordate che calibrare e profilare il monitor è semplicemente essenziale e indispensabile per sfruttarlo a piene potenzialità) ma per verificare la qualità del pannello, in termini di uniformità ed fedeltà cromatica raggiungibile. Il contrasto è di 1000:1.
Ma il BenQ Creative Pro PD2770U ha molto di più da offrire.
Questo monitor è caratterizzato anzitutto da un pannello da 27” con risoluzione 4k (3840×2160 pixel). La risoluzione definisce una densità pari a 163PPI che ritengo assolutamente ottimale, essendo normalmente abituato a lavorare (e quindi a contrasto e a nitidezza apparente) del mio Apple MacBook Pro con schemo da 226PPI.
Parlando invece di connettività, il BenQ Creative Pro PD2770U è decisamente ben dotato: abbiamo anzitutto 2 porte HDMI, 1 porta DisplayPort, 2 porte USB-C e 2 porte USB-A. È presente un attacco jack per le cuffie e anche un attacco di rete RJ45: questo permette di gestire più monitor in rete per impostazioni colore sincronizzate e calibrazione automatica programmata. Come sempre vi suggerisco di collegare il monitor al vostro computer attraverso l’uscita USB-C: questo permetterà di evitare alcune limitazioni legate all’uso delle connessioni HDMI e anche di minimizzare il numero dei cavi connessi in quanto la porta USB-C provvederà ad alimentare direttamente il vostro portatile con 90W, rendendo quindi non necessario l’uso di un alimentatore esterno! Chicca finale è che le due uscite USB-C hanno connettività KVM (keyboard,video and monitor/mouse): si tratta di un piccolo modulo hardware integrato che permette di vedere e controllare due stazioni di lavoro (PC o Mac) con uno schermo, una tastiera e un mouse.
Lato calibrazione, il BenQ Creative Pro PD2770U introduce due chicce davvero uniche. La prima è che consente la Calibrazione Hardware, una feature sino ad ora riservata alla serie SW! Questo significa che le curve di correzione vengono applicate alla LUT (Look Up Table) 3D 16 bit interna al monitor stesso, permettendo non solo una maggior costanza nel tempo della calibrazione effettuata, ma anche di non avere di fatto limitazioni nella resa cromatica delle tonalità grazie al numero superiore di livelli per colore disponibili.
La seconda è che il BenQ Creative Pro PD2770U dispone di una sonda di calibrazione integrata! Non sarà più quindi necessario acquistare e configurare colorimetri esterni, ma basterà avviare Palette Master Ultimate/AQCOLOR Pilot e tutto il processo di calibrazione sarà automatico, come vedremo dopo nella prova del monitor. Resta comunque naturalmente possibile utilizzare sonde esterne (colorimetri e spettrofotometri) per effettuare la calibrazione hardware.

Per BenQ l’accuratezza cromatica è una priorità assoluta e anche in questo monitor viene implementata l’ormai famosa tecnologia AQCOLOR che ci permette di ottenere un’incredibile fedeltà cromatica, transizioni di colore naturali e gradazioni omogenee. Se pensate che sia più una trovata pubblicitaria che altro, vi ricordo che i monitor BenQ che riportano la tecnologia AQCOLOR hanno ottenuto le certificazioni Calman Verified e Pantone Validated.
In termini di uniformità, il BenQ Creative Pro PD2770U implementa come sempre la Uniformity Technology di BenQ che garantisce una consistenza di visualizzazione indipendentemente dall’area utilizzata sullo schermo. La calibrazione dell’uniformità AQCOLOR simula il modo in cui gli occhi percepiscono la coerenza sull’intero schermo. Invece di affidarsi esclusivamente a controlli puntuali in 25 punti, AQCOLOR esegue una calibrazione della luminanza e della cromaticità full-frame, ad alta risoluzione e basata su aree, per garantire colori coerenti e precisi, fedeli alla nostra visione.
Parleremo più avanti del nuovo rivestimento superficiale opaco Nano Matte Black che merita certamente un capitolo a se.
Basta chiacchiere! Andiamo a metter mano sul nostro BenQ Creative Pro PD2770U.

Unboxing del BenQ Creative Pro PD2770U
Come sempre un plauso va anzitutto a chi progetta gli imballi in BenQ poichè come sempre sono davvero a prova di corriere.
Per quanto riguarda la dotazione inclusa non possiamo davvero lamentarci, perchè insieme al monitor e al suo sistema di supporto troviamo:
- Manuale di istruzioni
- Cavo di alimentazione
- Dotazione completa di cavi
- Hotkey Puck G3
- Protezioni paraluce
L’installazione del BenQ Creative Pro PD2770U richiede davvero pochi istanti, e il monitor una volta acceso non richiede alcuna configurazione (a parte la consueta calibrazione e profilazione)
Ancora una volta, se possibile collegate il monitor direttamente con il cavo USB-C in modo da avere un solo cavo che gestisce segnale video, dati e alimentazione. Se non avete una porta USB-C sul vostro laptop, il consiglio è quello di utilizzare come cavo di collegamento un DisplayPort, anche se questo non fornirà l’eventuale alimentazione al vostro laptop. Sconsigliato l’utilizzo del cavo HDMI, anche se in assenza di altro ce lo faremo andare più che bene.
Una nota di particolare merito va alla protezione paraluce (o palpebra) che questa volta è magnetica! Per la configurazione del mio studio non mi è mai stato davvero necessario, ma se lo fosse stato, il vecchio sistema di montaggio ad incastro non avrebbe sicuramente invogliato l’utilizzo.

Con il BenQ Pro Creative PD2770U le cose cambiano: abbiamo un sistema di protezione in un unico pezzo che si aggancia magneticamente in un secondo! Questo rende non solo facile il montaggio, ma anche la rimozione e la riapplicazione successiva in caso volessimo per qualche motivo procedere con la calibrazione e la profilazione con sonda esterna o se in un determinato momento volessimo farne a meno.
Il BenQ Creative Pro PD2770U sulla scrivania
Una volta sulla scrivania, il BenQ Creative Pro PD2770U è una gioia per gli occhi. Non che la serie SW non lo sia, anzi, ma sicuramente si vede in questo monitor una ricerca di design e armonia visiva, come quella incontrata di recente sul BenQ Creative Pro PD2730S e quella che ha caratterizzato le serie più recenti di monitor BenQ destinate ai designer.
La base metallica con il logo BenQ si fonde perfettamente con il supporto verticale e si integra con le curve sinuose ed eleganti del retro dello schermo. Il design frontale è edge-to-edge, tranne nella parte superiore che ospita il colorimetro. Certo, se abituati ad un monitor senza c’è da farci un attimo l’occhio, ma anche in questa parte BenQ ha saputo armonizzare il design, e comunque è un buon prezzo da pagare per avere un colorimetro professionale integrato..Inutile ripetersi, ma il paraluce magnetico diventa un piacere visivo oltre che un comfort poichè il suo design segue la filosofia della linea PD, quindi col linee morbide e perfettamente integrate al design dello schermo.
A differenza dei monitor della serie SW, il BenQ Creative Pro PD2770U non dispone del pannello di copertura posteriore per la gestione dei cavi. Come negli altri modelli della serie PD, il retro del monitor rimane a vista, con tutti i collegamenti ben esposti. La cosa non disturba particolarmente: il design è pulito e ben rifinito, e il risultato complessivo resta esteticamente curato. Tuttavia, chi proviene dalla serie SW potrebbe impiegare qualche giorno ad abituarsi se come me non ha il monitor a ridosso di una parete, avendo perso quella sensazione di ordine “chiuso” garantita dalla cover posteriore.
Il BenQ Creative Pro PD2770U ha un’interfaccia grafica del menu OSD chiara e di facile navigazione grazie al tasto di controllo a quattro vie posto nella parte inferiore del monitor. Dal menu OSD abbiamo accesso a tutte le impostazioni del monitor, incluse le modalità PIP e PBP per gli utenti più avanzati. A differenza dei monitor della serie SW però potremo anche sfruttare il software BenQ Display Pilot 2 per controllare ogni parametro, ma questo lo vedremo più avanti in dettaglio insieme agli altri software che questo monitor ci offre.
Come sempre è presente l’immancabile Hotkey Puck: si tratta di un piccolo dispositivo di controllo esterno che permette di effettuare regolazioni rapide e di accedere al menu OSD. Questo accessorio è particolarmente utile poichè permette di richiamare velocemente fino a tre calibrazioni memorizzate. Questo significa che posso memorizzare ad esempio una calibrazione per la post-produzione ed una per la stampa per poi passare da una all’altra con un solo click. Questa versione è dotata di connettività wireless, quindi un altro cavo in meno sulla scrivania!
BenQ Creative Pro PD2770U e la Calibrazione Hardware
Come abbiamo accennato prima, una grande novità per la serie PD è finalmente la possibilità di poter effettuare la Calibrazione Hardware che ci garantirà un’accuratezza cromatica superiore e duratura. Senza ripeterci o andare per le lunghe, utilizzando il software gratuito BenQ Palette Master Ultimate/AQCOLOR Pilot (di cui ricordo vi ho scritto una guida QUI) sarà possibile scrivere le curve di correzione direttamente all’interno del monitor.
I risultati di calibrazione e profilazione ottenibili sono eccezionali, con deltaE medio sempre inferiore a 1 e massimo a 2! (quindi con variazioni non rilevabili dall’occhio umano). Rispetto all’uso di una sonda esterna ho rilevato un tempo di calibrazione e profilazione superiore (si parla di una decina di minuti contro i cinque minuti della sonda esterna), ma direi assolutamente ragionevole e un buon prezzo da pagare per avere una sonda integrata.
Ma la vera grande novità è la presenza di un calibratore integrato (colorimetro) nello schermo, che rappresenta un’assoluta novità per qualsiasi serie di BenQ! Certo, non si tratta di una novità assoluta nel mondo dei monitor dove abbiamo ad esempio EIZO che li include dal lontano 2010 con il ColorEdge CG245W. Tuttavia, se oggi volessimo acquistare un monitor EIZO di pari caratteristiche con calibratore integrato, l’unica alternativa al BenQ Creative Pro PD2770U sarebbe l’EIZO Color Edge CG2770X, che però:
- Costa esattamente il doppio
- Si tratta di un pannello ormai rilasciato diversi anni fa
- Ha una copertura inferiore di Adobe RGB e DCI-P3 (anche se dichiara 99%..)
- Non è dotato di sensore per calibrazione adattiva alla luminosità
Onestamente, al giorno d’oggi con il livello tecnologico raggiunto da BenQ, non credo ci sia davvero in commercio nulla con lo stesso rapporto qualità/prezzo, e se la sola argomentazione diventasse la presenza di un pannello 10bit rispetto a un 8bit+FRC, sarebbe esattamente come dire che un Rolex segna l’ora in modo più preciso di uno Swatch perché costa di più.
Il rivestimento superficiale Nano Matte Black
Con il BenQ Creative Pro PD2770U, BenQ introduce sulla serie PD il nuovo rivestimento superficiale Nano Matte Black.
Questo rivestimento ammette una riflessione della luce ambiente leggermente superiore rispetto alla precedente tecnologia Nano Black presente su alcuni monitor di alta fascia della serie SW e PD. Questo però permette di ottenere una ridotta diffusione delle alte luci che è il punto di forza principale: consente di ottenere neri più profondi e un contrasto percepito più netto, con un impatto diretto sulla resa complessiva dell’immagine. Per chi lavora in ambito fotografico o di post-produzione, questo si traduce in una maggiore separazione tra le ombre e i toni medi, rendendo più affidabile la lettura delle aree scure senza compromettere la gestione delle luci.
Se poi amate stampare, il rivestimento Nano Matte Black (così come il precedente Nano Matte), è assolutamente ideale poiché permette in qualche modo di rivivere a schermo l’effetto visuale della carta, permettendoci veramente di pregustare al massimo quello che sarà il risultato finale.

Il software in dotazione al BenQ Creative Pro PD2770U
BenQ ci ha abituato da tempo al fatto che assieme ad ogni monitor viene fornita una ricca dotazione di software completamente gratuiti. Nel caso del BenQ Creative Pro PD2770U la goduria è doppia poi, perché di fatto abbiamo a disposizione sia i software normalmente in dotazione alla serie PD che a quelli della serie SW. In più, una novità.
Partendo da quello che già sappiamo e abbiamo già citato più volte, BenQ Palette Master Ultimate/AQCOLOR Pilot è senza dubbio la scelta migliore per gestire la calibrazione e la profilazione del nostro monitor, sia che decidiamo di usare il colorimetro integrato o una sonda esterna.
Si aggiunge poi l’applicazione BenQ Display Pilot 2, che è un software progettato per migliorare la produttività attraverso una gestione efficiente delle impostazioni del monitor. Questo strumento consente di personalizzare l’interfaccia in base alle preferenze individuali, facilitando l’accesso a diverse funzioni come la sincronizzazione dei profili ICC (ICCsync), il controllo della luminosità e la regolazione del dimming del software. Grazie alla modalità Applicazione, è possibile assegnare impostazioni specifiche a ogni applicazione utilizzata, garantendo che il monitor operi sempre con i parametri ottimali per il tipo di contenuto visualizzato. Questa flessibilità non solo semplifica il flusso di lavoro, ma consente anche di risparmiare tempo prezioso, evitando di dover modificare manualmente le impostazioni ogni volta che si passa da un’applicazione all’altra.
Grande novità è la presenza di BenQ DMS Local, un software di gestione centralizzata pensato per chi lavora con più monitor in studio. Tramite connessione LAN, permette di sincronizzare i profili colore su tutti i display collegati in rete senza toccarli uno per uno: utile in una color room o in una postazione di editing multi-schermo, meno rilevante per chi lavora con un singolo monitor. Per il fotografo solista, è una funzione che probabilmente non sfrutterà mai, ma che racconta comunque il posizionamento professionale di questo prodotto.
Infine non va dimenticato BenQ Display Quickit, un piccolo software che permette di verificare eventuali aggiornamenti del firmware dello schermo ed installarli in un semplice click e senza complicate procedure per esser certi di usare il monitor sempre al massimo delle sue potenzialità.
Insomma, davvero una bella dotazione!

Conclusioni
Con il Creative Pro PD2770U, BenQ alza davvero l’asticella e credo sia riuscita perfettamente a far confluire le serie PD e SW in un unico prodotto, introducendo anche novità significative.
Già da un punto di vista estetico, il BenQ Creative Pro PD2770U eredita tutto il DNA della serie PD con un design pulito ed essenziale.
Ma le vere chicche, come sempre, sono sotto il cofano, con Gamut così ampio da diventare lo strumento ideale e unico sia per fotografi che per videomaker e designer, grazie alla copertura quasi totale e simultanea degli spazi colore AdobeRGB e DCI-P3.
La qualità del pannello è come sempre un punto cardine per BenQ: grazie all’Uniformity Technology di BenQ ogni lavoro è consistente da un angolo all’altro dello schermo e non sono presenti ancora una volta criticità di backlight bleeding, sottolineando così ancora una volta la maturità a cui è giunta BenQ nella creazione dei suoi pannelli.
La sua dimensione da 27” e risoluzione 4K portano la densità a 163PPI che ritengo essere un valore di compromesso ben bilanciato tra densità più elevate come quelle dei laptop di ultima generazione e le necessità di preparazione delle stampe fotografiche, permettendo la gestione del contrasto e dello sharpening davvero semplice in ogni immagine.
Il BenQ Creative Pro PD2770U supporta inoltre la calibrazione hardware, funzione finora riservata ai monitor della serie SW. Abbinata alla sonda di calibrazione integrata e al software gratuito BenQ Palette Master Ultimate/AQCOLOR Pilot, garantire l’accuratezza cromatica diventa davvero semplice e alla portata di tutti, senza dover acquistare una sonda esterna.
Tutto questo colloca il BenQ Creative Pro PD2770U tra i monitor di fascia professionale, ma con un prezzo assolutamente competitivo (oltre che dimezzato rispetto al suo diretto competitor) se rapportato a tutte le funzioni descritte e alla qualità complessiva.
Il BenQ Creative Pro PD2770U in sostanza è il monitor che finalmente rompe le etichette: non conta più se sei un fotografo, uno stampatore, un videomaker o un designer. Quello che conta ora è solo quello che vuoi fare, e credo sia il cambio di prospettiva che nel mondo dei monitor professionali era atteso da tempo.
Come sempre, se siete interessati a questo monitor e volete usufruire di uno sconto sull’acquisto, potete contattarmi da QUI.























